lunedì 9 marzo 2020


Coronavirus, terapie intensive al collasso in Lombardia. Gallera: «State in casa»




MILANO – In Lombardia si rischia «una disastrosa calamità sanitaria» secondo il coordinamento delle terapie intensive della Lombardia, che ha lanciato un fortissimo «grido d’allarme», come lo definisce l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera. Con 50 ricoveri nelle rianimazioni in più da ieri, sono già 359 i contagiati dal coronavirus che si trovano in terapia intensiva. Ecco perché Regione rilancia con forza l’appello a «stare il più possibile a casa» per contenere la diffusione del contagio. In provincia di Varese, dove oggi c’è stato il primo decesso di un contagiato da coronavirusi casi positivi sono saliti a 27, dai 23 di ieri.

Il bollettino quotidiano

I dati aggiornati ad oggi, sabato 7 marzo, dicono che i casi positivi sono saliti a 3.420 (un incremento elevato rispetto ai 2.612 di ieri, 6 marzo, ma dovuto all’arrivo in blocco di circa 300 tamponi positivi provenienti da Brescia che ieri non erano stati processati), mentre i deceduti a 154, dai 135 di ieri, «tutte persone anziane con un quadro clinico già compromesso – ricorda Gallera – l’87% ha più di 75 anni». Crescono anche le guarigioni: 524 i pazienti dimessi dagli ospedali e trasferiti al domicilio. Dei contagiati, 722 sono in isolamento domiciliare «senza sintomi», 1661 sono ricoverati e ben 359 (50 in più) sono in terapia intensiva. È proprio quest’ultimo il dato più preoccupante in assoluto.

«Disastro» vicino nelle terapie intensive     

Gazzetta ufficiale

Decreto 08.03.2020


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