Ciak! Medicina

mercoledì 17 gennaio 2018

Il declino inarrestabile della professione medica

Oggi il lavoro dei medici viene considerato un disvalore, un costo da abbattere, una spesa da comprimere attraverso operazioni di sostituzione con personale meno qualificato per formazione ed esperienza professionale. Una prospettiva che deve essere contrastata da tutti coloro che si sono battuti perché la sanità divenisse un servizio di utilità pubblica e non un mercato di  beni da consumare

11 GEN - I medici stanno vivendo una dei momenti più drammatici della loro storia millenaria. La loro marginalizzazione nel campo istituzionale, dove non rivestono più alcun ruolo di rilievo, si è materializzata nell’arco di soli pochi anni con il concorso o il silenzio degli altri attori istituzionali: le forze politiche e i Ministri della Salute delle ultime legislature che nulla hanno fatto per ridare ossigeno alla categoria, gli organi di rappresentanza con la FNOMCEO in prima fila impegnati solo a mantenere il loro status privilegiato e il controllo sui gioielli di famiglia (EMPAM), i sindacati medici autonomi e confederali (non più capaci di tessere alleanze con il mondo politico  i primi, di risolvere i conflitti intestini  tra i diversi profili professionali i secondi) il complesso industriale-farmaceutico privato e i fondi assicurativi   interessati  a creare un nuovo mercato ad accesso diretto da parte degli utenti.