Ciak! Medicina

martedì 28 marzo 2017

I medici: eutanasia da legalizzare

per il 71%, ma solo il 54%

la praticherebbe

L’indagine di Sanità Informazione ha raccolto le risposte di 1609 camici bianchi.
Per il 70% eutanasia (attiva e passiva) e suicidio assistito
dovrebbero essere consentite nelle strutture del Sistema Sanitario Nazionale
di Valentina Brazioli
Immagine articolo
Il Disegno di legge sul Testamento Biologico fatica nel suo
percorso alla Camera e con ogni probabilità, le votazioni
sui 628 emendamenti al testo, andranno avanti a lungo.
In ogni caso, il terreno più caldo sarà in Senato,
dove il ridotto margine di voti potrebbe ulteriormente
dilatare i tempi di una Legge di cui si parla da più di dieci anni.
Ma cosa ne pensa la classe degli operatori sanitari? I camici bianchi, peraltro direttamente coinvolti nella questione, hanno risposto ad un sondaggio realizzato daSanità Informazione dal quale risulta inequivocabilmente che sette medici su dieci, ritengono che in Italia dovrebbe essere legalizzata l’eutanasia.

Secondo il sondaggio, che ha raccolto le risposte di 1609 medici, l’89% degli intervistati conosce il suicidio assistito e l’eutanasia nelle sue varianti (attiva e passiva) ed il 71% ritiene che queste pratiche dovrebbero essere legalizzate anche nel nostro Paese. Interessante notare, però, come questa percentuale scenda nel registrare quanti sarebbero disposti a mettere in atto le suddette pratiche, qualora fossero consentite. Il dato si assesta, infatti, al 54%: una maggioranza, dunque, meno netta, seppur significativa.
Una successiva domanda del sondaggio chiarisce, inoltre, che l’orientamento religioso non influisce sull’opinione dei medici sulla questione, condizionando solo il 27% dei rispondenti. Molto alta, infine, anche la percentuale sull’eventualità che suicidio assistito ed eutanasia vengano consentite nelle strutture pubbliche: per il 70% dei camici bianchi dovrebbero essere un servizio del Sistema Sanitario Nazionale.
Sulla questione di forte impatto mediatico, come dimostrato dal recente caso di Dj Fabo, c’è anche una forte attenzione dell’opinione pubblica e soprattutto della classe politica. Le forze politiche, in particolare, sono estremamente scettiche sulla questione e non riescono a trovare un punto d’incontro soprattutto riguardo la possibilità di interrompere nutrizione e idratazione del potenziale paziente. Infatti la discussione per il Disegno di Legge sul Testamento Biologico oltre a regolamentare la parte relativa al consenso informato, prevede la possibilità per i pazienti di rifiutare i trattamenti sanitari, compresa la nutrizione e l’idratazione artificiale.