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giovedì 12 novembre 2015

Influenza: raccomandazioni per la campagna anti-influenzale 2015

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Contro l’indecisione vaccinale e il rischio di casi gravi e decessi
A cura di: Paolo Spriano – MMG
Key words: influenza, vaccino, prevenzione
L’influenza, ogni anno, è sostenuta da virus ad elevata variabilità e l’epidemia stagionale può interessare anche coloro che hanno già avuto l’infezione o sono stati vaccinati l’anno precedente. La malattia può avere un decorso asintomatico, ma nella maggior parte dei casi i sintomi più comuni possono includere febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e delle articolazioni, cefalea e malessere generale. Nei casi non complicati, normalmente, i sintomi si risolvono entro una settimana dall'esordio mentre le complicanze dell’influenza sono più frequenti nelle persone al di sopra dei 65 anni di età e in soggetti con diabete o malattie immunitarie, cardiovascolari o respiratorie.

Nella stagione 2014/15, sono stati segnalati 485 casi gravi e 160 decessi da influenza confermata da 19 regioni e province autonome,  il 78% dei casi gravi ed il 91% dei decessi segnalati al sistema presentava almeno una patologia cronica preesistente, ma solo il 7,6% dei casi gravi segnalati al sistema era vaccinato. Undici donne erano in gravidanza al momento della segnalazione, una di queste è deceduta, nessuna si era vaccinata. Dalla lettura di questi dati è facile dedurre il rischio a non vaccinarsi, ma nonostante questo la copertura vaccinale anti-influenzale, dal 2012, è in declino e negli ultimi 10 anni (2005-2014), si è ridotta del 20% negli over 65 e del 5.8% nella popolazione generale (1).
Una delle cause è stata individuata nell’indecisione vaccinale (vaccine hesitancy) della popolazione, un problema globale, che ha generato l’attenzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con l’istituzione di iniziative atte a contrastare un fenomeno che porta le persone al ritardo nell'accettazione o al rifiuto della vaccinazione nonostante la disponibilità di servizi vaccinali. La vaccine hesitancy è complessa e specifica per ogni contesto, variando nel tempo, nel luogo e per i vari vaccini. Per contrastare il fenomeno dell’indecisione vaccinale ilMinistero della Salute ha recentemente promosso un numero verde “Vaccini e vaccinazioni” – 800561856 con un call center nazionale che risponde alla richiesta di ulteriori informazioni per aderire alle offerte di vaccinazione del sistema sanitario nazionale.
Le raccomandazioni per la prevenzione e il controllo dell’influenza nella stagione 2015-2016 sono state emanate in una recente Circolare Ministeriale (2).
Preliminare ad altre indicazioni è l’osservazione che la trasmissione interumana del virus influenzale si può verificare attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Pertanto le misure di protezione personali sono da considerare un elemento importante per la limitazione della diffusione dell’influenza. Il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC) 
raccomanda le seguenti azioni: 

  • Lavarsi spesso le mani (in assenza di acqua uso di gel alcolici), in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito
  • Buona igiene respiratoria. Coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattatare i fazzoletti e lavarsi le mani
  • Isolamento volantario. Evitare contatti ravvicinati in caso di malattie respiratorie febbrili in fase iniziale.
  • Uso di mascherine delle persone con sintomi influenzali quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali)
Queste misure semplici, ma ad elevata efficacia, sono complementari a quelle farmacologiche con vaccini e antivirali.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità L’OMS ha indicato che la composizione del vaccino per l'emisfero settentrionale nella stagione 2015/2016 sia la seguente:
  • antigene analogo al ceppo A/California/7/2009 (H1N1)pdm09;
  • antigene analogo al ceppo A/Switzerland/9715293/2013 (H3N2);
  • antigene analogo al ceppo B/Phuket/3073/2013 (lineaggio B/Yamagata).
Il vaccino per la stagione 2015/2016 conterrà una nuova variante antigenica di sottotipo H3N2 (A/Switzerland/9715293/2013), che sostituirà il ceppo A/Texas/50/2012 contenuto nel vaccino della stagione 2014/2015; una nuova variante di tipo B (B/Phuket/3073/2013), appartenente sempre al ceppo B/Yamagata/16/88, in sostituzione al B/Massachusetts/2/2012.
Il vaccino è indicato in tutti i soggetti che desiderano evitare l’influenza e che non abbiano specifiche controindicazioni.  Il periodo destinato alle campagne di vaccinazione antinfluenzale è quello autunnale a partire dalla metà del mese di ottobre fino alla fine di dicembre 2013. L’offerta del vaccino è rivolta principalmente ai soggetti classificati e individuati a rischio per complicanze severe e letali in caso di influenza. Vi è concordanza nel ritenere che i principali destinatari dell’offerta di vaccino siano i soggetti di età maggiore di 65 anni e i soggetti di qualsiasi età con patologie di base che aumentano il rischio di complicanze in corso di influenza. Lo schema vaccinale varia per tipo, modalità e dosi in base all’età (2). Attualmente non si ritiene necessario promuovere l’offerta gratuita di vaccino influenzale stagionale ai bambini che non presentano fattori di rischio individuali.  Comunque nei bambini “sani” di età superiore ai sei mesi non esiste controindicazione alla vaccinazione qualora il pediatra opti per questa scelta.
Il vaccino antiinfluenzale non deve essere somministrato a:
  • Lattanti al di sotto dei 6 mesi (per mancanza di studi clinici controllati in questa fascia d’età)
  • Soggetti che hanno manifestato una reazione allergica grave (anafilassi) alla somministrazione di una precedente dose o una reazione allergica grave (anafilassi) ad un componente del vaccino.
  • Soggetti con una malattia in fase acuta di media o grave entità. Questa rappresenta una controindicazione temporanea alla vaccinazione. Il soggetto potrà essere vaccinato alla guarigione.
  • Soggetti con anamnesi positiva per sindrome di Guillame-Barrè insorta entro 6 settimane dalla somministrazione di una precedente dose di vaccino antinfluenzale. Una sindrome di Guillame-Barrè insorta da più di un anno e non correlata alla vaccinazione è motivo di precauzione.
Non è controindicato vaccinare persone asintomatiche ad epidemia già iniziata, così come sono da considerare false controindicazioni:
  • Allergia alle proteine dell’uovo
  • Malattie acute di lieve entità
  • Allattamento
  • Infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite o acquisite
Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato con altri vaccini e non interferisce con la loro risposta immune. I vaccini antinfluenzali contengono solo virus inattivati o parti di questi e pertanto non possono essere responsabili di infezioni influenzali. Effetti collaterali comuni sono le reazioni locali nel sito di iniezione. Reazioni sistemiche con malessere, febbre e mialgie possono insorgere dopo 6-12 ore e hanno la durata di 1-2 giorni.  
La campagna vaccinale ha come obiettivi la riduzione del rischio individuale di malattia, ospedalizzazione e morte, nonché la riduzione dei costi  sociali correlati a morbosità e mortalità. Obiettivi raggiungibili per una copertura vaccinale minima nel 75% e ottimale nel 95% delle popolazioni a rischio.