Ciak! Medicina

mercoledì 14 gennaio 2015

Pronto soccorso, nuovo anno e vecchie polemiche

Nella prima settimana del 2015 agli onori della cronaca è balzato il Pronto Soccorso del Comune di Massa, preso letteralmente d’assalto dalle 18 circa del 5 gennaio 2015, giorno prefestivo. E, come da prassi, il colpevole di un simile ingorgo è stato repentinamente svelato, in quanto soggetto recidivo non poteva che essere il medico di medicina generale. Ne sono convinti i pazienti  - non solo - intervistati al PS dai cronisti de Il Tirreno che accusano i Mmg di latitanza nei giorni prefestivi: “fanno le vacanze, i ponti e non visitano”.
Verba volant e per l’ennesima volta si sono dissolte al vento tutte le analisi oramai decennali sui perché i nostri Pronto soccorso siano intasati sempre di più da codici verdi e gialli. Basta leggere i titoli degli articoli pubblicati sulle colonne de il Tirreno (edizione di Massa Carrara) tra il 6 e il 7 gennaio (“I medici di famiglia fanno il ponte, assalto al Pronto Soccorso”; "Medici di famiglia: Macché ponte, non abbiamo ferie”), per rendersi conto che in questo Paese nulla cambia e tutto si reitera.
Ebbene sì, la sceneggiatura è sempre la stessa e i protagonisti anche, mutano solo gli attori. Il direttore del Pronto soccorso di Massa dichiara che è mancato il filtro del territorio, ma che i Mmg hanno il diritto di stare in ferie e i Mmg ribattono, sottolineando, che non hanno diritto a ferie, che si pagano il sostituto e che non è colpa loro se l’organico ospedaliero prevede la metà dei medici necessari. Indubbiamente due medici, quattro infermieri e due operatori socio-sanitari non potevano certo fronteggiare una media di 60 accessi. Ma le carenze strutturali, i blocchi del turnover,  i tagli continui alla sanità pubblica, le riforme della medicina territoriale annunciate e mai realizzate sono dettagli che non minano affatto l’ossatura di un sistema sanitario nazionale che è in affanno anche nelle Regioni un tempo considerate al top dell’assistenza sanitaria. Ciò che è importante è che lo scontro tra le categorie, tra medici e pazienti, tra esponenti politici locali, nazionali e camici bianchi si ripeta ciclicamente secondo un mantra avvizzito. E siccome la piéce de théâtre deve continuare, non avranno alcuna sortita neanche le sagaci parole espresse da Fabio Rizzo, segretario provinciale della Fimmg di Massa Carrara, in una lettera inviata al quotidiano Il Tirreno: "La demonizzazione delle categorie è una mortificazione dell'intelligenza e del patto sociale, una sottocultura che decisamente rifiutiamo".