Ciak! Medicina

lunedì 11 aprile 2011

Chirurghi, perplessita' su sentenza Cassazione


Roma (Adnkronos Salute) - Lo stop agli interventi chirurgici senza speranza, anche se c'è il 'consenso informato' da parte del paziente - emerso dal pronunciamento della IV sezione penale della Cassazione - lascia perplesso il presidente del Collegio italiano dei chirurghi (Cic), Pietro Forestieri. "Il problema - dice all'Adnkronos Salute Forestieri - è che è difficile stabilire che un intervento è senza speranza.
Questo, infatti, non dipende solo dalle condizioni del paziente, ma anche dall'abilità del chirurgo e dalle tecnologie a disposizione nella struttura". "In chirurgia il fattore umano e tecnologico contano ancora moltissimo, ed è difficile stabilire a priori l'assenza di un qualsiasi possibile beneficio legato a un'operazione. Non solo: quelli che venti anni fa erano interventi senza speranza, oggi per fortuna in molti casi non lo sono più. Dunque in questo modo si rischia di ostacolare i progressi della chirurgia e alimentare la medicina difensiva". Se, stando ai giudici della Cassazione, i chirurghi che affrontano operazioni che non hanno una speranza di apportare benefici agiscono "in dispregio al codice deontologico che fa divieto di trattamenti informati a forme di inutile accanimento diagnostico terapeutico", per Forestieri "tra le righe si capisce che per la paziente protagonista della vicenda in questione anche solo il fatto di vivere pochi mesi in più sarebbe stato importante". In questi casi, piuttosto che rifiutarsi di operare, "il chirurgo ha il dovere di prospettare con lealtà e chiarezza le prospettive e i rischi reali dell'operazione al paziente. Insieme al dovere di offrirgli la possibilità di giocarsi la sua chance nel posto migliore e nelle mani più preparate. Insomma, deve indicare la struttura o il collega meglio specializzati" per affrontare la problematica. "Anche la scelta del paziente di tentare il tutto per tutto fino all'ultimo, secondo me - conclude il chirurgo - deve essere rispettata. Altrimenti, anche somministrare alimentazione e idratazione artificiale potrebbe essere letto come una violazione, un intervento senza speranza".