Ciak! Medicina

martedì 1 febbraio 2011

L'UOMO ZODIACALE


(stralcio dal libro "Nel segno della salute. Guida alla decifrazione dell'oroscopo in chiave medica")







L'unione fra Astrologia e Medicina può apparire, specie a chi non è addentro alla (prima) materia, come quelle creature fantastiche che popolano i miti o i racconti di fantascienza e che sono un assemblaggio di corpi di animali i più svariati, creature che sfidano il buon senso e le leggi della natura, ma se veramente fosse questo il risultato dell'unione fra astrologia e medicina non dovremmo addebitarlo al semplice e puro connubio tra le due materie ma al pressappochismo di tanti novelli Frankestein che montano a casaccio un pezzo di astrologia qui e un pezzo di medicina là.
Altrettanto certo è che per fare e dare un qualcosa di serio è necessario sfoltire, potare questa benedetta pianta dell'Astrologia Medica lasciata crescere in maniera incolta. Ma cosa vuol dire dare qualcosa di serio? Sicuramente dare meno, abbassare il tono, ammettere che non è possibile dire quale malattia ti capiterà e peggio ancora di cosa morirai (nessuno, ripeto nessuno, sa questo, a meno che non abbia la barba bianca e un occhio dentro un triangolo!), poi ribadire che la malattia non è dovuta all'ira di qualche divinità, non scende dal cielo, non ne è lui la causa, così come un'analisi del sangue che evidenzia un'alterazione del tasso di bilirubina non può essere incolpata di essere responsabile dell'ittero accusato dal paziente. Di questo ne erano consapevoli anche gli antichi:

"…Non consiste unicamente nell'astrologia la via della previsione, giacché non è il solo movimento degli astri la causa delle alterazioni degli accidenti umani, ma altresì le abitudini, le leggi, i luoghi, l'educazione, la previdenza, la preghiera a Dio e la preveggenza del futuro. Allo stesso modo non soltanto nell'arte medica consiste la via della previsione delle alterazioni del corpo. Vi sono infatti alcune cause che suscitano in noi alterazioni e la cui natura è più grande di quella che è oggetto dell'arte medica. Sono queste le cause celesti, di cui il medico è ignaro, giacché anche nel moto degli astri vi sono date cause alterative." (Stefano di Bisanzio, VIII secolo d.C.)

Parole per certi versi 'moderne' specie quando esprimono il concetto che la malattia è il risultato di un insieme di fattori provenienti non tanto e non solo dal 'cielo' ma da uno stile errato di vita, dall'essere nati in una certa famiglia o dal fatto di essere nato in un luogo piuttosto che in un altro, così come da fattori educativi, sociali, ambientali, ecc. Certo è che parlare di Astrologia Medica non è facile, vista anche l'idea di forzatura che molti avvertono in un simile connubio. Cercherò quindi di esporre il più chiaramente possibile il tema in questione, e vorrei farlo partendo da alcuni concetti-base che già ritroviamo nelle argomentazioni degli antichi astrologi egiziani (i primi a delineare ciò che noi oggi conosciamo come Astrologia Medica), primo fra tutti quello relativo al cosiddetto Uomo zodiacale che pur nella sua elementarità nasconde una logica e un indirizzo che saranno poi utili come base di partenza per chiunque voglia avvicinarsi al tema della medicina astrologica. In questo concetto-base, in pratica, ogni Segno dello Zodiaco trovava la sua 'collocazione' su parti anatomiche ben precise, iniziando dall'Ariete sulla testa per finire ai Pesci sui piedi:





ARIETE Testa

TORO Gola

GEMELLI Spalle

CANCRO Petto

LEONE Cuore

VERGINE Addome inferiore

BILANCIA Regione lombare

SCORPIONE Genitali

SAGITTARIO Cosce

CAPRICORNO Ginocchia

ACQUARIO Polpacci e Caviglie

PESCI Piedi







Questo schema apparve per la prima volta nell’Astronomicon, il più antico trattato latino sull’Astrologia, il cui autore, il romano Marco Manilio (I sec. a.C.), riprendeva concetti nati dalla cultura egiziana, in special modo di quella relativa al ‘Nuovo Impero’, dinastie XVIII-XXVI, circa 1580-525 a.C.

Su queste semplici basi si sono strutturate le argomentazioni degli antichi, fino al Corpus Hermeticum a noi giunto in diciassette trattati in lingua greca costruiti sotto forma di dialogo e fatti risalire al mitico Ermete Trismegisto ma che sicuramente venne redatto nei primi secoli dopo Cristo, tradotto poi quasi integralmente da Marsilio Ficino.



Nel Corpus Hippocraticum, che è la più antica opera della medicina greca e che viene attribuita a Ippocrate, leggiamo:

“...è quindi necessario porre molta attenzione agli astri, in special modo per quanto riguarda il sorgere di Sirio e anche di Arturo, nonché il tramonto delle Pleiadi. Infatti è proprio in questo periodo che molte malattie giungono a una crisi...Ciò non è di scarsa ma addirittura di essenziale importanza per chi esercita l’arte della medicina...”.



Mentre Paracelso diceva:

“...ed è per questo che una fondata conoscenza dell’essere umano si può ottenere investigando quello che è compreso nelle zone della Terra e dell’Acqua, dell’Aria e del Fuoco, e riferendo poi questo sapere relativo all’esterno a quell’ ‘interno’ che è dall’uomo rappresentato...”.



E’ certo comunque che per quanto ci riguarda la vera ‘bibbia’ da cui poi abbiamo tratto le nostre nozioni di astrologia è e rimane la Tetrabiblos di Claudio Tolomeo, visto e considerato che è lì che vengono sintetizzati i concetti astrologici conosciuti nell’antichità.

Ed è proprio Tolomeo a darci utili indicazioni in merito a quella che si chiamava iatromathematica, la scienza della medicina astrologica:

“...Se difatti sono infortunati i gradi dell’orizzonte, in qualsiasi segno vengano a trovarsi, ciò minaccerà quella parte del corpo alla quale essi presiedono e mostrerà da quale difetto o malattia tale membro sarà afflitto. I pianeti indicheranno soprattutto le cause e le nature di tali malattie”. (C. Tolomeo, Tetrabiblos, Libro III).

Ecco che abbiamo una prima nozione sulla distinzione fra le nature del Segno e del pianeta: il Segno ci indicherà la zona anatomica colpita e il tipo di malattia, mentre il pianeta ci illuminerà sulla causa scatenante la patologia....