Ciak! Medicina

giovedì 10 giugno 2010

Cinque milioni di italiani con osteoporosi, 25% pazienti non segue terapie


Roma, 8 giu. (Adnkronos Salute) - Quattro milioni di donne e 800 mila uomini: è composto da quasi 5 milioni di persone 'l'esercito' degli italiani affetti da osteoporosi, malattia cronica debilitante che rende le ossa porose e fragili fino alla frattura spontanea. Il tutto per un costo totale a carico del Sistema sanitario nazionale (Ssn), solo per le fratture femorali, pari a circa un miliardo di euro l'anno, di cui fanno parte i costi indiretti per pensioni di invalidità e quelli dei farmaci. "Farmaci che però, nel 25% dei casi, non vengono assunti con regolarità e per il giusto periodo dai malati, con uno spreco di risorse pubbliche stimabile in 60 milioni di euro annui". A fare il punto della situazione è stata Maria Luisa Brandi, ordinario di Endocrinologia e malattie del metabolismo all'università di Firenze, oggi a Roma.La Brandi ha preso parte all'incontro 'Osteoporosi: nuove prospettive per il futuro dalla prevenzione predittiva ai farmaci innovativi', organizzato dall'Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione. "Ogni anno - ha aggiunto Brandi - in Italia si spendono 250 milioni di euro per farmaci anti-osteoporosi rimborsati dal Ssn. Una cifra non altissima, considerando che per un solo medicinale antiulcera si spendono 215 milioni l'anno. Ma i dati relativi all'aderenza alle cure ci dicono che un quarto dei pazienti non segue le terapie prescritte, probabilmente perché non avverte sintomi e non sente la necessità di assumere il medicinale. A risolvere questo problema potrebbero essere i medici di famiglia, che dovrebbero informare adeguatamente i loro assistiti sulla necessità di continuare il trattamento almeno per sei mesi, senza mai interromperlo prima". L'informazione "è il problema principale: questa malattia non viene ancora riconosciuta come problema di massa, le istituzioni non se ne occupano. Sono le aziende farmaceutiche - dice - che organizzano momenti di confronto e di sensibilizzazione, ma perché hanno i loro medicinali da proporre. E questo non va bene: dovrebbero esserci campagne informative istituzionali". Per quanto riguarda il futuro l'esperta ha parlato di "nuovi medicinali che renderanno la somministrazione più facile, ad esempio con due sole applicazioni all'anno, cosa che potrà facilitare l'aderenza alla cura da parte dei pazienti".
Chi mangia in piatti piccoli… dimagrisce!




Sono numerosi gli studiosi che in questi ultimi anni hanno studiato la relazione tra l’ambiente in cui si mangia e il sovrappeso. In particolare, lo scienziato statunitense Brian Wansink nelle sue due ultime ricerche presentate al congresso Experimental Biology 2010 di Anaheim, in California, ha analizzato un concetto semplice e logico: lontano dagli occhi, lontano dallo stomaco. In altre parole, se davvero si vuole che una dieta abbia buone probabilità di riuscita, bisogna ricorrere a piccoli stratagemmi “ambientali”, modificando un po’ la cucina in modo da ridurre la probabilità di mangiare cibi poco salutari o porzioni troppo abbondanti. Seguici e impara con noi i “trucchi” più efficaci. Scegline tre e decidi di metterli in pratica ogni giorno per 30 giorni: al termine potrai perdere fino a tre chili!