Ciak! Medicina

giovedì 13 maggio 2010

Ipercolesterolemia: come si comporta il medico?

Secondo le principali linee-guida internazionali, la decisione di utilizzare le statine nella terapia anti-colesterolo va commisurata non tanto ai livelli di colesterolo di per sé, quanto al rischio cardiovascolare totale del singolo paziente, inteso come probabilità di andare incontro, in un arco di tempo definito, ad un evento cardio o cerebrovascolare importante (infarto del miocardio, ictus)1.

Numerosi studi dimostrano che la terapia con statine è efficace nel ridurre gli eventi cardiovascolari (CV) nei pazienti ad alto rischio2. Malgrado ciò, è noto che molti pazienti a rischio vengono trattati in modo insufficiente e non riescono a raggiungere gli obiettivi desiderati. Fra i motivi addotti per spiegare questo fenomeno, l’uso di dosaggi troppo bassi (per responsabilità medica ma talora anche per i timori eccessivi dei pazienti) o la scarsa aderenza alla terapia3.