Ciak! Medicina

venerdì 25 giugno 2010

'Spia' cancro seno scova malattia prima di sviluppo, studio italiano



C'è una 'spia' biologica in grado di segnalare precocemente la comparsa di un cancro al seno, prima che la malattia si sviluppi. A scoprirla ricercatori dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire) di Roma, in collaborazione con i colleghi del Weizmann Institute of Science di Rehovot in Israele e dell'università di Oslo, Montebello, in uno studio pubblicato su 'Scienze Signaling'. Gli scienziati, in pratica, hanno individuato, grazie all'analisi molecolare, un precoce meccanismo di alterazione cellulare: sono stati individuati marcatori molecolari del tessuto tumorale mammario che compaiono in una fase estremamente precoce della trasformazione del tessuto. Si tratta di alcuni MicroRNAs (miRNA) individuati come attenuatori dei processi di oncogenesi.

L'Epidermal Growth Factor (EGF), fattore di crescita che gioca un importante ruolo nella formazione e proliferazione di cellule dei tumori, riduce l'espressione dei miRNA facendo aumentare i geni ad attività tumorale. La ridotta espressione di questi miRNA rappresenta quindi un potenziale segnale di trasformazione tumorale ed è una spia molto precoce. "Con lo studio dei meccanismi di sviluppo dei tumori - sottolinea Paola Muti, direttore scientifico Ire - aspiriamo a comprenderne tutti i passaggi e le modalità di trasformazione cellulare per intervenire prima che il tumore si sviluppi". Lo studio ha comparato due importanti casistiche, la prima dell'università di medicina di Oslo e la seconda dell'Ire. Nella prima l'analisi molecolare del solo tessuto canceroso del seno ha confermato che la ridotta espressione di un gruppo di miRNA indotta dal fattore EGF favoriva la crescita abnorme di cellule tumorali. Con l'analisi molecolare della seconda casistica, che comprendeva anche il tessuto peritumorale, si è visto che non c'è solo un rapporto di causa effetto. Infatti, se depotenziando un gruppo di 23 MicroRNA si verifica un'attivazione potente di oncogeni, nella casistica fornita dall'Ire che comprendeva anche tessuto peritumorale, si è visto che l'alterazione dei MicroRNA prodotta dal trattamento con EGF è specifica del tessuto tumorale e non del corrispettivo peritumorale. "La scoperta è stata possibile - spiega Giovanni Blandino dell'Istituto Reginia Elena - anche grazie all'applicazione della tecnologia dei 'microarray', impiegata nell'analisi dei profili d'espressione genica e di miRNA, vale a dire nella valutazione di quali geni sono 'accesi' e quali 'spenti' in una determinata situazione. Questo sistema, disponibile nel nostro Laboratorio di oncogenomica traslazionale, permette oggi di studiare l'espressione di decine di migliaia di geni contemporaneamente e in tempi molto rapidi". Ed è proprio utilizzando questo tipo di tecnologie che i ricercatori dell'Ire intendono proseguire sulla stessa linea di ricerca. L'obiettivo è quello di identificare altri miRNA e i meccanismi molecolari responsabili della trasformazione tumorale.Secondo i ricercatori, lo studio pubblicato su 'Science Signaling' è di particolare rilievo poiché la caratterizzazione dei meccanismi alla base della formazione tumorale è fondamentale per l'identificazione di molecole da utilizzare per la prevenzione della formazione tumorale prima ancora che per la terapia: insomma apre alla possibilità di agire prima che si verifichi il danno.