Ciak! Medicina

mercoledì 2 giugno 2010

INFORMAZIONI AI PAZIENTI PORTATORI DI ANEURISMA AORTA ADDOMINALE


Cos’è un aneurisma ?

Si definisce aneurisma la dilatazione di una arteria del nostro corpo. La parete dell’arteria diventa sottile per la perdita della sua componente elastica e si dilata progressivamente fino ad arrivare alla rottura. L’arteria più comunemente colpita è l’aorta, che è la più importante arteria dell’addome. Con l’abbreviazione AAA si intende proprio un aneurisma dell’aorta addominale.


Quali sono i pazienti a rischio di sviluppare un AAA ?

E’ noto che si tratta più frequentemente di maschi di età superiore a 60 anni oppure di soggetti più giovani, ma con una familiarità per questa patologia o affetti da altre malattie arteriose (angina, arteriosclerosi, ipertensione arteriosa ecc). E’ noto che fumo e ipertensione accelerano questa dilatazione che, per evoluzione naturale, si rompe.

Come viene scoperto un AAA ?

In alcuni pazienti la diagnosi avviene durante una visita medica per un altro problema, oppure in occasione di una ecografia o una TAC eseguite per differenti ragioni. Occasionalmente il paziente può accorgersi della presenza di una pulsazione in addome. Quando l’AAA si dilata può causare dolore prevalentemente posteriore e simulare lombalgia o colica renale. In caso di un sospetto AAA il primo esame da effettuarsi è una ecografia addominale. L’ecografia è un esame indolore che può essere effettuato ambulatorialmente e che richiede solo pochi minuti per essere eseguito. Essa viene usata per stabilire se è presente un aneurisma e per misurarne esattamente le dimensioni.

Che rischi corre il paziente con un AAA ?

L’evento più temibile è la rottura dell’aneurisma che è gravata da una mortalità totale intorno al 95% se il paziente non viene sottoposto ad un trattamento chirurgico. In caso di intervento chirurgico in urgenza la mortalità operatoria varia dal 30 al 70%. Il rischio di morte da rottura è di circa il 5% annuo per un diametro dell’AAA compreso fra 4 e 6 centimetri.

Quando operare ?

Tutti gli aneurismi necessitano di un intervento chirurgico quando raggiungono una dimensione critica. Il rischio di rottura e pertanto la necessità di riparazione dipendono dalle dimensioni e dalla forma dell’AAA. Gli AAA più piccoli sono generalmente seguiti nel tempo con controlli ecografici ad intervalli di 12 o anche 6 mesi qualora dovessero aumentare più rapidamente di dimensioni. L’aumento di dimensioni medio è di circa 4-5 mm all’anno; il trattamento chirurgico potrebbe essere necessario in uno stadio successivo a seconda della velocità di evoluzione dell’aneurisma. Lo specialista Chirurgo Vascolare di fiducia potrà dare una chiara spiegazione circa le opzioni possibili.

In cosa consiste l’intervento chirurgico ?



Il trattamento chirurgico più utilizzato consiste nella sostituzione dell’aorta malata con una protesi artificiale costituita da un materiale inerte molto resistente chiamato Dacron attraverso una incisione addominale verticale. Esso potrà durare per 20 anni o più. Durante l’intervento può essere necessario ricorrere a trasfusioni di sangue. La ricerca è oggi orientata verso nuovi metodi che consentono l’inserimento di questa protesi anche attraverso una piccola incisione all’inguine senza eseguire un’ampia incisione della parete addominale. Non tutti gli AAA sono suscettibili di tale trattamento e la metodica deve essere ancora considerata in evoluzione. Lo specialista Chirurgo Vascolare potrà illustrare i vantaggi, gli svantaggi, i limiti e le indicazioni di questa tecnica alternativa.

Dopo l’intervento?

Al termine dell’intervento il paziente può essere trasferito presso la Rianimazione per essere monitorato nell’immediato periodo post-operatorio. Generalmente nei primi giorni post-operatori il paziente deve mantenere un sondino nasogastrico, un catetere vescicale e avere uno o più drenaggi addominali che verranno rimossi nel corso della degenza. In breve il paziente può ritornare ad una vita normale con ripresa di tutte le normali attività quotidiane. Dopo circa 1 mese è previsto il primo controllo ambulatoriale.

Quali sono i rischi della chirurgia ?

Oltre ai rischi generici comuni ad ogni grosso intervento (infarto miocardio, insufficienza respiratoria, occlusione intestinale, emorragia, insufficienza renale), esistono rischi legati alla patologia aneurismatica ( ischemia intestinale, ischemia degli arti inferiori, paraplegia, impotenza erigendi e/o coeundi, infezione della protesi). Se l’AAA viene riparato prima della sua rottura vi è un’alta percentuale di successo e di ritorno ad una vita normale e una bassa percentuale di mortalità e di complicanze. Comunque i rischi legati a questa chirurgia andranno discussi caso per caso fra il paziente e il Chirurgo Vascolare e sono nettamente inferiori se l’intervento viene eseguito in condizioni di elezione.

Cosa può fare un paziente con A.A.A. ?

Se non necessita di un trattamento chirurgico, è importante che si mantenga in buono stato di salute attraverso l’esercizio fisico, il controllo della pressione arteriosa e del peso corporeo, la normalizzazione dei valori del colesterolo e dei trigliceridi e la sospensione del fumo.