Ciak! Medicina

lunedì 26 aprile 2010

come prevenire il rischio cardiovascolare

Colesterolo
Il colesterolo è un grasso o lipide, trasportato dal sangue, di cui l’organismo ha bisogno per ricostruire le
cellule. Sebbene una parte del colesterolo provenga dal cibo, l’organismo produce da solo la maggior parte
del colesterolo circolante. I livelli di colesterolo totale uguali o inferiore a 190 mg/dL sono desiderabili. Valori
compresi tra 191 e 239 mg/dL aumentano moderatamente il rischio cardiovascolare. Livelli superiori a 240
mg/dL determinano un rischio cardiovascolare elevato, indipendentemente dall'età.
Una forma di colesterolo “cattivo” è il colesterolo LDL che conduce i grassi alle cellule; quando è in
eccesso resta in circolo, si annida nelle arterie e può causare problemi, quali ad esempio la formazione di
placche sulle pareti delle arterie che ostacolano il passaggio del sangue ossigenato e quindi compromettono
il funzionamento di alcuni organi. Livelli di colesterolo LDL uguali o inferiori a 130 mg/dL sono desiderabili.
Valori compresi tra 131 e 160 mg/dL aumentano moderatamente il rischio cardiovascolare. Livelli superiori a
160 mg/dL determinano un rischio cardiovascolare elevato, indipendentemente dall’età.
Il colesterolo-HDL è quello che normalmente viene indicato come colesterolo “buono”; infatti livelli
elevati di questo lipide proteggono dalle malattie cardiovascolari. Valori inferiori a 39 mg/dL nell'uomo e
a 43 mg/dL nella donna sono considerati un indice di rischio cardiovascolare, indipendentemente
dall'età.

Trigliceridi
I trigliceridi sono dei grassi che derivano dalla dieta e rappresentano una fonte di energia di pronto utilizzo.
Se presenti in eccesso tendono ad accumularsi nel tessuto adiposo.
Livelli di trigliceridi plasmatici superiori a 180 mg/dL sono da considerarsi elevati e correlati ad un
aumento del rischio cardiovascolare, indipendentemente dall'età.
I PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO CARDIOVASCOLARI
Cosa possiamo fare per tenerli sotto controllo?
Peso corporeo
Un peso corporeo elevato determina un aumento del rischio
cardiovascolare, anche perché spesso il sovrappeso si associa ad
ipertensione, dislipidemie e/o diabete. E’ bene inoltre ricordare che il peso
corporeo tende aumentare con l’età. Un modo per valutarlo più
correttamente è quello di calcolare l’indice di massa corporea
(peso/altezza2), che tiene in considerazione anche la struttura corporea del
soggetto. Nei soggetti normopeso questo valore è inferiore a 25, nei
soggetti sovrappeso è compreso tra 25 e 30; valori superiori a 30
indicano obesità.
Età e sesso
In generale il rischio cardiovascolare inizia ad aumentare in modo importante
nell'uomo dopo i 45 anni e nella donna dopo i 55 anni, per quest’ultima in
coincidenza con la menopausa o dopo eventuale rimozione chirurgica delle
ovaie, in quanto viene a mancare l'effetto protettivo esercitato dagli estrogeni.
Fumo
Il fumo è uno dei principali fattori di rischio di mortalità per
cardiopatia ischemica: chi fuma un pacchetto di sigarette al giorno
ha un rischio di ammalarsi di cardiopatia ischemica da 3 a 5 volte
maggiore di un soggetto non fumatore, oltre ad incorrere in altre
malattie tra cui il tumore ai polmoni e l’enfisema polmonare. La
sospensione del fumo riduce notevolmente la probabilità di insorgenza
di malattie cardiovascolari, che dopo un anno torna ad essere uguale a
quella dei non fumatori.
Familiarità per malattie cardiovascolari
La presenza in famiglia di parenti che hanno sofferto di malattie
cardiovascolari in età precoce (sotto i 50 per i maschi, sotto i 55 anni per le
femmine) aumenta notevolmente la probabilità di ammalarsi di infarto del
miocardio. Questo fattore di rischio evidentemente non è modificabile; è
quindi opportuno che i soggetti con una familiarità positiva adottino uno stile
di vita in grado di ridurre il rischio cardiovascolare (astenersi dal fumare,
svolgere un’attività fisica, consumare una dieta povera di grassi saturi) e
quando si presenta un fattore di rischio elevato è necessario intervenire
efficacemente per ridurne i livelli.
Attività fisica
La sedentarietà è una delle cattive abitudini della vita moderna. La scarsa
attività fisica ha diversi effetti sfavorevoli: riduce i consumi energetici
dell’organismo, favorendo l’obesità; riduce il valore del colesterolo HDL che
svolge un ruolo protettivo. Le persone che conducono una vita
sedentaria hanno un rischio di malattie cardiovascolari 2 a 2,5 volte
maggiore rispetto a quelle che svolgono regolare esercizio fisico.
E’ consigliabile un’attività fisica di tipo aerobico (jogging, lunghe
camminate, ciclismo, sci di fondo ecc.) che influenza favorevolmente molti
fattori di rischio cardiovascolare (elevata pressione, elevato colesterolo,
sovrappeso ecc.).
Diabete
La presenza di diabete (aumento dei valori di glucosio nel sangue sopra ai 126
mg/dL) aumenta in modo rilevante il rischio cardiovascolare, anche se la glicemia
è controllata. E' molto importante per i diabetici individuare e trattare tutti i fattori
di rischio concomitanti, quali ipertensione, obesità e dislipidemie.
Il diabete è un fattore di rischio cardiovascolare particolarmente significativo nelle
femmine, nelle quali questa patologia diminuisce la relativa protezione dovuta al
sesso nei confronti dell’aterosclerosi.
Ipertensione arteriosa
La pressione arteriosa è un altro importante fattore di rischio
cardiovascolare, perché è stato dimostrato che per valori di pressione
arteriosa superiori a 135/85 la probabilità di ammalarsi di ictus o di
infarto del miocardio aumenta notevolmente. E’ importante inoltre
ricordare che i soggetti sovrappeso o diabetici frequentemente sono anche
ipertesi.
Farmaci
Per alcune persone con livelli elevati di fattori di rischio, la dieta e
l’esercizio fisico non sono sufficienti. Essi hanno bisogno di aggiungere i
farmaci al loro programma terapeutico. I farmaci ipolipemizzanti
riducono i lipidi plasmatici. E’ importante sapere che questi farmaci
non curano il colesterolo, ma lo mantengono sotto i livelli di
guardia, quindi essi devono essere assunti in modo continuativo per
mantenere sotto controllo questo fattore di rischio. Un discorso del tutto
analogo è valido per i farmaci che riducono la pressione sanguigna e per
quelli usati nel trattamento del diabete.
Alimentazione
Le cattive abitudini alimentari si correggono difficilmente nell’età
adulta e conducono ad una dieta che favorisce obesità ed
aterosclerosi. La dieta ideale deve essere varia, equilibrata (non deve
trarre cioè tutte le energie da un solo gruppo di alimenti), ricca di
alimenti apportatori di vitamine e sali minerali quali verdure e frutta,
col giusto apporto di proteine (non necessariamente tutte di origine
animale), contenente la giusta dose di carboidrati complessi quali
amidi e zuccheri e di fibre vegetali e povera di grassi animali e di sale.
Una dieta adeguata è in grado di influenzare favorevolmente livelli
elevati di lipidi plasmatici, di controllare il peso corporeo e regolare la
pressione sanguinea.
Per una sana e corretta alimentazione, è importante preferire i cibi di origine vegetale
rispetto a quelli di origine animale; infatti cibi di origine vegetale (frutta, verdura, olii, legumi
ecc.) sono poveri di colesterolo e molto poveri di quei particolari grassi, denominati “saturi”,
che tendono a elevare i livelli di colesterolo nel sangue. I cibi di origine animale (carne, latte,
formaggi, uova, burro ecc.) ad esclusione del pesce e degli animali marini, sono invece ricchi di
grassi “saturi”. Ponete quindi particolare attenzione nella scelta dei grassi da utilizzare sia
nella preparazione, sia nel condimento dei cibi. Limitate al massimo l’uso del burro, dello
strutto e delle margarine dure in panetto e preferite invece gli olii vegetali, sia l’olio di oliva
extravergine sia l’olio di mais. Per quei cibi che necessitano, in fase di preparazione, di un
grasso solido, possono essere utilizzate le margarine molli in vaschetta.
I farinacei
Se il vostro peso non è in eccesso, scegliete liberamente, e a vostro piacere, i primi piatti
(pasta, riso, meglio se integrali). Fate attenzione al condimento, seguendo le indicazioni
riportate al punto precedente. Lo stesso discorso è valido per il pane, da scegliersi
preferibilmente tra i tipi integrali o meno elaborati.
La carne e il pesce
Limitate la carne a non più di 3-5 pasti settimanali, dando la preferenza al pollame, ai tagli
magri di manzo, al cavallo, alla carne di coniglio. Affiancate a questi pasti di carne 3 o 4 piatti
settimanali di pesce. Il pesce infatti rappresenta un alimento assai povero di grassi saturi e
allo stesso tempo nutriente e ricco di acidi grassi denominati “polinsaturi”, e la sua presenza
nell’alimentazione deve essere quindi aumentata in maniera significativa.
I latticini
E’ opportuno consumare non più di due volte la settimana secondi piatti a base di
formaggio (va ricordato che nel nostro Paese non esistono formaggi “magri”). Possono essere
assunti invece più liberamente i derivati delle proteine del latte, quali la ricotta magra e i
cosiddetti “fiocchi di latte”.
I salumi
Tra i salumi, che pure dovrebbero essere consumati non più di due volte la settimana,
vanno preferiti la bresaola e il prosciutto, privato del grasso visibile.
Uova, fegato e cervello
E’ opportuno limitare l’assunzione di questi cibi particolarmente ricchi in colesterolo. L’uso di
uova deve essere limitato a non più di 2-3 la settimana, tenendo conto anche di quelle
eventualmente utilizzate nella preparazione degli alimenti (pasta all’uovo, torte, impanature,
ecc.). Devono essere utilizzate solo eccezionalmente le frattaglie (cervello, fegato, rene,
timo).
Consigli per una corretta alimentazione
La verdura
In sostituzione degli alimenti da evitare è opportuno aumentare il consumo di legumi (fagioli,
piselli, ceci, lenticchie ecc.), che rappresentano una fonte preziosa di proteine e sono
privi di grassi, e incrementare i consumi di verdure e ortaggi di qualsiasi tipo.
La frutta
La frutta può essere assunta liberamente, e rappresenta un’eccellente alternativa ai “fuori
pasto” meno accettabili dal punto di vista nutrizionale, quali dolci, snacks, patatine fritte,
prodotti da forno. Nei soggetti con elevati livelli di trigliceridi è invece consigliato fare un uso
limitato della frutta poiché contiene zuccheri semplici che rappresentano un potente stimolo alla
produzione di questi grassi.
Il latte o lo yogurt
Per quanto riguarda il latte e lo yogurt, è preferibile utilizzare quelli parzialmente scremati.
Un’assunzione regolare di latte o yogurt è importante specialmente nelle fasi di vita in cui
l’organismo ha particolare bisogno di calcio (l’infanzia) o tende a impoverirsi in esso (età
avanzata).
Preparazione e cottura dei cibi
In conclusione è opportuno ricordare che, oltre alla scelta dei cibi, particolare importanza
rivestono le tecniche di preparazione e di cottura degli stessi. Per le carni e per il pesce sono
in generale da preferirsi le cotture che richiedono una minima aggiunta di grassi (cottura
alla griglia, al cartoccio, alla piastra), mentre va limitato il ricorso a quelle tecniche che
necessitano di grassi di cottura abbondanti (frittura, arrosti, umidi). Le verdure dovrebbero
essere consumate crude. In caso contrario, vanno privilegiate la cottura al vapore o la
bollitura in poca acqua. Anche la frutta va possibilmente consumata cruda.
L’abitudine di salare abbondantemente i cibi va evitata perché il sale contiene sodio che
favorisce l’aumento della pressione sanguigna.
Poiché è estremamente difficile conoscere la composizione esatta di molti cibi preconfezionati,
e poiché frequentemente (specie per quanto riguarda dolci e brioches) vengono utilizzati nella
loro preparazione grassi di tipo saturo, è meglio, nei limiti del possibile, ripristinare
l’abitudine di preparare in casa i cibi da consumare.