Ciak! Medicina

mercoledì 22 dicembre 2010

Il Pediatra risponde


un professionista della salute per te                         



Le malattie esantematiche dei bambini

La varicella. Il morbillo. La parotite (orecchioni). La pertosse. La rosolia. La scarlattina. La quarta malattia. La quinta malattia. La sesta malattia.



a cura di: Pediatria On Line (www.pediatria.it)

http://www.pediatria.it/famiglie/p.asp?nfile=malattie_esantematiche_link

sabato 11 dicembre 2010

 Liste di attesa, via libera al nuovo Piano nazionale 2010-2012

http://www.normativasanitaria.it/normsan-pdf/0000/35676_1.pdf


"Il Nuovo Piano istituisce un doppio binario per differenziare le prestazioni urgenti da quelle erogate con finalità preventive. I pazienti affetti da malattie oncologiche e cardiovascolari avranno una corsia preferenziale. Per la prima volta, abbiamo fissato il limite massimo di attesa entro il quale devono essere garantite ai cittadini le 58 prestazioni individuate dal Ministero. Abbiamo voluto rendere compatibile le fondate aspettative dei cittadini con i Livelli Essenziali di Assistenza. Il Piano prevede che, in caso di mancata fissazione da parte delle Regioni dei tempi massimi di attesa, si applichino direttamente i tempi determinati nello stesso, come ad esempio 30 giorni per effettuare le visite, massimo 60 per gli accertamenti diagnostici, quando non ci sono necessità di urgenza".
La SLA S.L.A. - MALATTIA DEI MOTONEURONI - SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA




Il termine "malattia dei motoneuroni" si riferisce ad un gruppo di malattie neurologiche che colpiscono le cellule delle corna anteriori del midollo (soprattutto del midollo cervicale) e del tronco encefalico (soprattutto del bulbo spinale) e, spesso, della corteccia motoria, da dove parte la via corticospinale.



Se la malattia colpisce sia il primo che il secondo motoneurone si parla di sclerosi laterale amiotrofica (S.L.A.). Una variante della S.L.A., a prognosi più sfavorevole, è la paralisi bulbare progressiva, caratterizzata dalla paralisi rapidamente progressiva dei muscoli della mandibola, del faringe e della lingua con conseguente disfagia, disartria, disfonia e difficoltà della masticazione.

l'angolo della musica: jethro tull

martedì 30 novembre 2010

Laser antiipermetropia corregge anche presbiopia






 Il laser per l'ipermetropia può correggere anche la presbiopia, che rappresenta, da sempre, uno spartiacque tra due fasi della vita. Verso i 40 anni leggere l'orologio, un libro o anche un menu senza occhiali diventa impossibile: da una completa autonomia visiva sia da lontano che da vicino si passa, quasi improvvisamente, a una incapacità di focalizzare le immagini da vicino. Il fenomeno è percepibile prima in condizioni di scarsa illuminazione, poi si manifesta anche in presenza di luce adeguata.

domenica 28 novembre 2010

delle vertigini e di un caso clinico correlato





http://www.pillole.org/public/aspnuke/downloads/libri/manualecp/moduloquarantasette.pdf

Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2010-2011

La vaccinazione antinfluenzale rappresenta un mezzo efficace e sicuro per prevenire l’influenza e le sue complicanze e, dunque, anche per ridurre la mortalità correlata.


Il Ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio ha emanato la Circolare con le raccomandazioni per la prevenzione dell’influenza stagionale 2010-2011 che tengono conto dell’attuale Livello di allerta pandemica per il virus AH1N1.

sabato 27 novembre 2010

Novita a cura di Paolo Spriano - Medico di Mecina Generale - Milano




Emicrania mestruale: una corretta diagnosi per una terapia più efficace

Keywords: emicrania, ciclo mestruale



L’emicrania è una patologia 3-4 volte più comune nelle donne rispetto agli uomini e questo suggerisce l’ipotesi di un ruolo potenziale e determinante degli ormoni nella sua eziologia. Nella donna in età fertile la fluttuazione ciclica degli ormoni sessuali è, probabilmente, il principale fattore per cui circa il 60% delle donne emicraniche lamenta attacchi variamente correlati con le mestruazioni. Le crisi di emicrania mestruale sono di maggiore durata ed intensità rispetto a quelle extramestruali, con più probabilità di recidiva e con minore risposta ai farmaci antiemicranici.

lunedì 22 novembre 2010

Novita in Cardiology a cura di Giacomo Pucci - Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università di Perugia




Variabilità della pressione arteriosa: l'alba di una nuova rivoluzione copernicana?

Fonte: http://www.sisa.it/




Al giorno d'oggi quasi più nessuno al mondo - a ragione - solleva dubbi sul fatto che elevati valori di pressione arteriosa (PA) siano dannosi per il sistema cardiovascolare. In realtà, poco meno di un secolo fa la visione del fenomeno era letteralmente agli antipodi: il termine "essenziale", adottato per la prima volta nel 1911, descriveva l'elevata pressione di spinta come condizione necessaria per forzare il sangue nelle arterie di piccolo calibro che, nei pazienti con pressione alta, risultavano sclerotiche e con lume ristretto.

giovedì 28 ottobre 2010

È giusto dire che i benefici della dieta mediterranea si limitano agli effetti sul peso?


Tipo di articolo: Review

A cura di Sandy Field, per Excerpta Medica

Dal Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2010;20:536-51.

PMID 20708148



" L'obesità e il rischio cardiovascolare risultano ridotti "


È stato dimostrato che la dieta mediterranea riduce il rischio di mortalità causata da condizioni croniche quali le patologie cardiovascolari, il cancro, il diabete e l'obesità. L'obesità di per sé è stata identificata come un fattore di rischio per tutte queste condizioni croniche e, nella nostra società, ha raggiunto proporzioni epidemiche.

mercoledì 27 ottobre 2010

Interpretare gli esami di laboratorio

Gli esami del sangue  
                                                
ESAME EMOCROMOCITOMETRICO
Attraverso questo esame vengono accertati il numero e la condizione di tutte le cellule che formano il sangue. Viene suddiviso in vari sottoesami, ciascuno dei quali riguarda una determinata componente del sangue. Vediamoli uno per uno.

lunedì 25 ottobre 2010

Il prurito


Articolo a cura di Dr. Antonio Corica.







Il prurito è un sintomo soggettivo molto comune che può accompagnare malattie cutanee diverse, presentarsi localizzato, spesso generalizzato e senza obiettività cutanea.
È provocato da molteplici cause, e numerose malattie sistemiche internistiche possono provocare prurito.
Un'anamnesi accurata ed un esame clinico approfondito costituiscono, quindi, il momento essenziale nello studio dei pazienti con prurito e valutare, altresì, la componente psico-emozionale.
Il prurito è una sensazione cutanea sgradevole, complessa, che evoca la risposta riflessa del grattamento o il desiderio di grattarsi più o meno irrefrenabile.
L'atto del grattarsi nasce come riflesso protettivo conduce, tuttavia, inevitabilmente al sorgere di una lesione cutanea.

ipertransaminasemie, celiachia dell'adulto e di un caso correlato

Dal manuale di clinica pratica

Renato Rossi e Giuseppe Ressa


http://www.pillole.org/public/aspnuke/downloads/libri/manualecp/modulotrentatre.pdf

sabato 23 ottobre 2010

La Giornata Europea degli antibiotici 2010





Negli ultimi anni il problema della resistenza ai farmaci antibiotici è diventato sempre più centrale a livello europeo e mondiale. Infatti, l’uso eccessivo e inappropriato degli antibiotici, insieme alla straordinaria versatilità genetica dei microrganismi, sta mettendo a rischio la loro efficacia nel controllo delle infezioni batteriche. Per questo la comunità scientifica internazionale e istituzioni quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) sono concordi nel sostenere la necessità di contrastare questo fenomeno tramite azioni che portino ad un corretto utilizzo (mirato, razionale e parsimonioso) degli antibiotici attualmente a disposizione, vista l’impossibilità di contrastare la capacità evolutiva dei batteri.

venerdì 22 ottobre 2010

Broncopneumopatia cronica ostruttiva





http://www.pillole.org/public/aspnuke/downloads/libri/manualecp/moduloventidue.pdf

medicina dello sport

Ictus Cerebrale

Dal manuale di clinica pratica
due casi clinici





http://www.pillole.org/public/aspnuke/downloads/libri/manualecp/modulotrentacinque.pdf
Pytiriasis Versicolor




Si tratta di una epidermomicosi desquamativa asintomatica cronica associata a proliferazione di ife di Malassezia furfur, caratterizzata da chiazze desquamative ben delimitate di colore variabile, che compaiono più frequentemente al tronco. Fattori predisponenti sono rappresentati da alta umidità sulla superficie cutanea. Alto tasso di produzione di sebo, iperidrosi, fattori ereditari, terapie corticosteroidee e immunodeficienza.

DIAGNOSI:

Obiettività clinica.

Esame microscopico diretto di squame preparate con KOH

TERAPIA:

-Farmaci topici: lozioni o shampoo a base di solfuro di selenio, ketoconazolo

-Terapia sistemica: fluconazolo, itraconazolo

-Profilassi secondaria
La somministrazione di Ergocalciferolo riduce le richieste di Eritropoietina nei pazienti anemici in emodialisi ( 2010 )




La somministrazione di Ergocalciferolo ( Vitamina D2 ) a pazienti anemici sottoposti ad emodialisi può ridurre le richieste di Eritropoietina ( EPO ).



Lo studio ha riguardato 86 pazienti in emodialisi, di cui il 78% aveva livelli di 25-IdrossiVitamina D al di sotto di 30 ng/ml al basale. Questi pazienti sono stati trattati con 50.000 unità di Ergocalciferolo alla settimana, mentre i pazienti con più alti livelli di 25-IdrossiVitamina D sono stati trattati con 50.000 unità al mese.

martedì 19 ottobre 2010

Protesi ginocchio

Efficacia clinica del Dronedarone nella fibrillazione atriale: valutazione ACD 2 - NICE ( 2010 )





L’Appraisal Committee del NICE ha revisionato i dati disponibili sull’efficacia clinica del Dronedarone.

Gli studi clinici randomizzati e controllati ( ATHENA, EURIDIS, ADONIS e DIONYSOS ) hanno dimostrato che il Dronedarone era più efficace del placebo nel ridurre le recidive di fibrillazione atriale, ma meno efficace dell’Amiodarone ( Cordarone ).
E’ stato valutato l’effetto del Dronedarone sulla frequenza ventricolare.
Gli studi EURIDIS e ADONIS hanno valutato questo parametro: è emerso che il Dronedarone abbassa la frequenza ventricolare in misura maggiore rispetto al placebo.
Tuttavia, il Committee ritiene che l’evidenza a sostegno della riduzione della frequenza ventricolare con il Dronedarone nella fibrillazione atriale non-permanente sia insufficiente per trarre una conclusione.

giovedì 14 ottobre 2010

Novita a cura di Paolo Spriano - Medico di Medicina Generale (Milano)




Asma e steroide inalatorio: il razionale di una scelta terapeutica



L'asma è una malattia la cui gravità si modifica nel tempo e la sua gestione appropriata comporta regimi terapeutici adattabili e flessibili in funzione della necessità. Il suo management si articola intorno a due concetti critici e cioè che l'asma è una patologia infiammatoria delle vie aeree ed è una patologia ad elevata variabilità. Da ciò si evince che i corticosteroidi per via inalatoria rappresentano il cardine della terapia, in quanto rendono possibile un'elevata adattabilità al concetto di terapia flessibile dell'asma.

mercoledì 13 ottobre 2010

Cefalee




Per certi versi dire "ho mal di testa" è un po' come dire "non mi sento bene". Infatti mal di testa (cefalea) è una definizione molto generica che abbraccia situazioni molto differenti. La prima grande suddivisione va fatta tra la cefalea primaria e quella che è invece l’effetto di un’altra condizione. Infatti, una forte cefalea può anche essere l’effetto di un trauma cranico (e fin qui è anche immaginabile) oppure di un tumore o di gravi incidenti cerebrovascolari (per esempio una trombosi, un’ischemia) o più semplicemente l’ipertensione arteriosa o la sinusite. Ma anche di un digiuno forzato o di una notte insonne. Ci sono poi le cefalee dovute all’esposizione a particolari sostanze, per esempio il monossido di carbonio, o alla carenza di ossigeno o, ancora, quelle dovute ai farmaci, sia perché alcuni possono provocare la cefalea sia perché esiste una cefalea dovuta proprio agli analgesici comuni che, se assunti in modo continuativo e a dosaggi eccessivi, possono provocare il mal di testa.

cefalea

angioplastica coronarica

Leucemie acute





E’ la malattia neoplastica più comune nei bambini ma può colpire anche gli adulti; abbiamo u n picco di incidenza al disotto dei 5 anni, poi decresce fino ai 25 anni per avere successivamente un aumento di incidenza con l’età; il sesso maschile è il più colpito.

Emorroidi

Definizione                                                  
Le emorroidi sono cuscinetti di tessuto vascolare sottomucoso situati nel canale anale distalmente alla linea dentata; costituiscono una struttura anatomica normale del canale, e la loro presenza non indica necessariamente una malattia emorroidaria in atto. Una malattia emorroidaria si ha quando si manifestano sintomi quali sanguinamento, prolasso, dolore, trombosi, perdita di muco e prurito. Il sanguinamento rettale (in genere con perdite di sangue rosso vivo) è il sintomo più comune.

lunedì 11 ottobre 2010

Trattamento dell'obesità

NUTRIZIONE ENTERALE PROTEICA




La Nutrizione Enterale Proteica (NEP), nota anche come Nutrizione Enterale Chetogena (NEC) o Nutrizione Enterale Domiciliare (NED), è una terapia nutrizionale a scopo dimagrante basata su un'alimentazione essenzialmente proteica.



L'organismo nutrito esclusivamente con proteine e totalmente privato dell'apporto di zuccheri e grassi sviluppa la formazione di sostanze definite corpi chetonici (gli stessi che si formano nei bambini affetti da “acetone”), la cui presenza annulla il senso di fame.

domenica 10 ottobre 2010


Corso di introduzione



alla elettrocardiografia
 
http://www.xagena.it/einthoven/eint0120.htm

giovedì 7 ottobre 2010


Glaucoma ad angolo chiuso


L’arrossamento è monolaterale, pericheratico e può essere molto intenso. È accompagnato da dolore anche molto severo, associato a nausea e vomito. La visione è ridotta, possono essere presenti aloni intorno alle sorgenti luminose. All’esame obiettivo, è presente edema corneale, la pressione intraoculare è molto elevata, la camera anteriore è bassa e l’angolo camerulare appare chiuso, la pupilla è in media midriasi, non reagente (foto 33).

(foto 33)                                                                       Il meccanismo eziologico principale è il blocco pupillare [PMID: 19298900]. Avviene in occhi anatomicamente predisposti, in particolare negli ipermetropi perché hanno un bulbo oculare più corto, e soprattutto negli anziani, poiché con l’età il cristallino aumenta di volume e rende lo spazio fra l’iride e la superficie anteriore del cristallino più ridotto (foto 34). È favorito da un illuminazione debole, dai colliri midriatici, da anticolinergici sistemici (antistaminici o antipsicotici).


mercoledì 6 ottobre 2010

I farmaci anticoagulanti nella fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale ( FA ) è la più comune delle aritmie cardiache con un’incidenza che aumenta all’aumentare dell’età.

Nei soggetti con più di 69 anni la prevalenza di fibrillazione atriale è compresa tra il 5 e l’8%, contro lo 0.5% nelle persone di età compresa tra i 25 e i 35 anni.

L’ictus ed il tromboembolismo sono le principali cause di morbilità-mortalità associate alla fibrillazione atriale.

Alla base c’è uno stato protrombotico o di ipercoagulabilità, associato sia ad anomalie del flusso sanguigno ( stasi striale), sia a danni endoteliali e dell’endocardio.

martedì 5 ottobre 2010

Afte






Le infiammazioni della bocca possono essere causate da una malattia sistemica o da un agente fisico.


Le infiammazioni che colpiscono la bocca possono essere di natura batterica, virale, fungina.

Oltre alla malattie sistemiche, esistono anche altre cause associate all’infiammazione del cavo orale.

La stomatite, si chiama così l’infezione quando è diffusa a tutto il cavo orale, può derivare da ipovitaminosi ( in particolare si verifica in casi di carenza di vitamine del gruppo B o di vitamina C ), dall’utilizzo di apparecchi ortodontici, da protesi poco stabili o anche dal consumo eccessivo di alcol o di sostanze irritanti ( tabacco, spezie ).

Tra le infezioni comuni della bocca di trova l’afta, una vescicola, che nell’arco di 1-2 giorni, si rompe, formando un’ulcerazione di colore biancastro, circondata da alone di color rosso.

PIRAMIDE ALIMENTARE ITALIANA

Una dieta varia ed equilibrata nel rispetto delle porzioni se associata all'attività fisica aiuta a mantenersi in buona salute




http://www.piramidealimentare.it/

venerdì 1 ottobre 2010

Herpes Simplex












L'infezione da virus herpes simplex (HSV), sia primitiva sia recidivante, si presenta clinicamente con vescicole ragruppate che insorgono su una base eritematosa, su cute cheratinizzata o sulle mucose. Dopo aver infettato un individuo, l'HSV permane nei gangli sensitivi per tutta la vita del paziente, recidivando quando si abbassano le difese immunitarie. Nei soggetti sani le infezioni recidivanti sono asintomatiche o con sintomatologia lieve, risolvendosi spontaneamente o con terapia antivirale. Nell'ospite immunodepresso le lesioni muco-cutanee possono essere estese, croniche o disseminate alla cute e ai visceri.

TERAPIA:




Terapia topica antivirale (acyclovir 5% pomata, penciclovir 1% crema)

Terapia antivirale orale (acyclovir, valacyclovir, famciclovir)

mercoledì 29 settembre 2010

Emorragia sottocongiuntivale




L’arrossamento è unilaterale, circoscritto, in un settore o sotto tutta la congiuntiva, tanto che l’esplorazione della sclera può essere impedita dalla raccolta ematica [Leibowitz,H M 2000] (vedi foto 1).







Foto 1: emorragia sottocongiuntivale


La congiuntiva adiacente non presenta segni d’infiammazione e non vi è secrezione. Spesso il paziente non avverte alcun sintomo e si accorge dell’emorragia guardandosi allo specchio o perchè avvertito dai famigliari. La funzionalità visiva Le cause possono essere:

•Manovra di Valsalva (dopo un accesso di tosse o sotto sforzo)

•Trauma (anche minimo)

•Ipertensione [Pitts,J F et al. 1992]

•Disturbi emorragici [Groomer,A E et al. 1990], [Sodhi,Punita Kumari et al. 2003]

•Idiopatica
Novita a cura di Danilo Cadamosti - Medico di Medicina Generale - Milano




Dolore acuto del ginocchio. Che cosa consigliare al paziente?





La radiografia è la risposta di 9 medici su 10, indipendentemente dal contesto in cui operano (Medicina Generale, Dipartimenti di emergenza, Ortopedia ecc.). Infatti, nella pratica clinica è frequente osservare pazienti che lamentano dolore al ginocchio associato ad una significativa disabilità articolare in cui la prima scelta su quale test eseguire per una più completa valutazione esita in un esame radiografico.
La gonalgia acuta (GA) costituisce la condizione più comune tra tutti i dolori del ginocchio. Rappresenta circa il 6% delle cause di consulto del Medico di Medicina Generale e, negli Stati Uniti, determina circa 2 milioni di accessi negli ambulatori di cure primarie e 1 milione nei Pronto Soccorso.

martedì 21 settembre 2010

ENDOCRINOLOGIA: Tireopatie - Ospedale Scicli (RG) – dr. Giorgio Ragusa


IL NODULO TIROIDEO: BENIGNO O MALIGNO?










La tiroide è una ghiandola che si trova nel collo, subito al di sopra del giugulo; viene stimolata da un ormone ipofisario (ormone tireotropo o TSH) alla produzione degli ormoni tiroidei (la tiroxina o FT4 e la triiodotironina o FT3) riversandoli nel sangue (ghiandola a secrezione endocrina) consentendo la regolazione delle principali funzioni dell’organismo (cuore, intestino, cervello, ecc.). L’elemento che è alla base della struttura degli ormoni tiroidei è lo iodio e questo consente di capire quale possa essere l’importanza della presenza dello iodio nell’ambiente. Infatti se la quantità di iodio è adeguata la tiroide lavora in condizioni ideali, mentre se lo iodio è carente (regioni a carenza iodica o di endemia gozzigena) la tiroide ne soffre potendo modificarsi soprattutto dal punto di vista della sua struttura (comparsa di ipertrofia della ghiandola o gozzo con possibile comparsa di noduli) ma anche come alterazione della funzione tiroidea (iper o ipotiroidismo)

martedì 14 settembre 2010

Indagine Onda, fratture da osteoporosi costano 7 mln al giorno

Milano, 13 set. (Adnkronos Salute) - Ogni anno 90 mila fratture tra le italiane over 60, con una spesa pari a 26 miliardi di euro per il Servizio sanitario nazionale: 7 milioni al giorno. Tanto costa la malattia delle ossa fragili nel nostro Paese, secondo i dati di un'indagine condotta da Elma Research per l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), presentata oggi nella sede del Comune di Milano in vista della Giornata mondiale contro l'osteoporosi che si celebra il 20 ottobre. Per l'occasione, 71 ospedali amici della donna, premiati con i 'bollini rosa' di Onda, offriranno servizi di prevenzione gratuiti (info online su www.ondaosservatorio.it).

venerdì 27 agosto 2010

Malattie dell'appendice


Tutti i gruppi di età sono a rischio anche se il picco di incidenza si verifica fra i 15 e i 19 anni. Nei paesi occidentali il rischio di sviluppare un'appendicite acuta a qualsiasi età è compreso fra il 7 e il 12%. Tale affermazione è 1.3-1.6 volte più frequente nei maschi che nelle femmine. Più importante di ogni considerazione di tipo statistico è il fatto che qualsiasi soggetto si presenti con quadro di dolore addominale acuto, indipendentemente dall'età, può essere affetto da appendicite acuta.
CALCOLOSI URINARIA




                           

La calcolosi urinaria è una condizione patologica determinata dalla precipitazione di sostanze poco solubili delle urine nelle vie urinarie, con la formazione di strutture cristalline di dimensioni variabili, che sono in grado di danneggiare la mucosa e che possono costituire un ostacolo al normale deflusso dell’urina lungo le vie escretrici.

giovedì 26 agosto 2010

Intolleranza al lattosio


Copyright by THEA 2009



L'intolleranza al lattosio è un tipico caso di intolleranza enzimatica. Le intolleranze enzimatiche, che possono essere congenite o acquisite, sono caratterizzate dall'incapacità, da parte dell'organismo, di riuscire a metabolizzare alcune sostanze che si trovano negli alimenti.

L'intolleranza al lattosio, intolleranza abbastanza diffusa nella popolazione, è causata da un difetto delle disaccaridasi (enzimi che hanno il compito di metabolizzare i carboidrati) più specificamente dalla carenza di lattasi, carenza che fa sì che l'organismo non riesca a digerire il lattosio, uno zucchero che rappresenta la quasi totalità dei carboidrati presenti nel latte (98% circa). La lattasi ha il compito di scindere il lattosio in zuccheri più semplici (glucosio e galattosio) permettendone il successivo assorbimento a livello gastrointestinale. Non è detto che tutti i soggetti carenti di lattasi presentino una sintomatologia rilevante a livello clinico; quando però ciò succede il soggetto viene definito come intollerante al lattosio.

venerdì 20 agosto 2010

Novita a cura di Paolo Spriano - MMG Milano




Tendinite del bicipite: regole utili per la diagnosi e la decisione terapeutica

Key words: tendinite, diagnosi



La tendinite del bicipite è una affezione infiammatoria che coinvolge il tendine del capo lungo del muscolo bicipite. La tendinosi del bicipite è causata dalla degenerazione del tendine in soggetti che svolgono attività con sollecitazione tendinea ripetuta, piuttosto che riferibile ad un normale processo di invecchiamento. Nella pratica clinica è facile riscontrare questa condizione che è stata oggetto di una recente revisione pubblicata sull'American Family Physician e orientata a fornire semplici regole utili al medico di famiglia per una corretta diagnosi e scelta terapeutica.

sabato 7 agosto 2010

Cibi nemici della Dieta in estate






Quando compaiono loro, resistere alla tentazione sembra impossibile: certi cibi sono davvero irresistibili! In estate, poi, incontrarli è ancora più facile, complice il moltiplicarsi di cene e uscite. E così i chili faticosamente persi per la prova costume rischiano di tornare… Ma non esiste un modo per evitare i cibi nemici della dieta in vacanza? La risposta è sì: il primo passo è conoscerli, il secondo è fare leva sulla forza di volontà. Con l’aiuto di un training speciale per dare a ciascuno di essi la giusta rilevanza. Cominciamo da…
Infezioni delle Vie Urinarie nell'Adulto (Linea Guida Regione Emilia Romagna)


PREMESSA

Le Infezioni Batteriche delle Vie Urinarie (IVU) negli Adulti sono Condizioni
Molto Comuni che Frequentemente Determinano il Ricorso ad Esami
Diagnostici e la Prescrizione di Antibiotici. Le Prescrizioni per il Trattamento
delle IVU Contribuiscono in Maniera Significativa al Consumo Totale di
Antibiotici e si Associano non solo all'Incremento della Spesa Sanitaria ma
Anche alla Diffusione dell'Antibioticoresistenza. Questo Fenomeno Appare
in Significativa Crescita tra i microrganismi che Causano le IVU ed e'
Favorito dall'Utilizzo, Spesso Inappropriato, di Molecole ad Ampio Spettro
d'Azione come i Fluorochinoloni, il cui Consumo e' Aumentato in Ambito
Comunitario e Ospedaliero.

OBIETTIVO GENERALE

Ridurre l'Utilizzo Eccessivo e Inappropriato degli Antibiotici nell'Adulto
Attraverso lo Sviluppo di una Linea Guida Condivisa per il Miglioramento
della Gestione delle Infezioni del Basso Tratto Urinario

OBIETTIVI SPECIFICI

La Linea Guida Affronta la Gestione (Prevenzione, Diagnosi, Trattamento
e Follow Up) di:
- IVU non Complicate (Batteriuria Asintomatica, Cistite Acuta, Cistiti Ricorrenti)
- Infezioni del Basso Tratto Urinario nelle Donne in Gravidanza
- Infezioni del Basso Tratto Urinario Complicate (negli Uomini e nei Portatori
di Catetere Vescicale)

La Linea Guida Non Affronta Invece la Gestione delle Pielonefriti
http://www.vdanet.it/posta/ivu131.pdf

venerdì 6 agosto 2010

mercoledì 4 agosto 2010

lunedì 2 agosto 2010

 Ginecologia



Un aiuto in più





Cosa è opportuno sapere prima di una mammografia

Il tumore al seno è il tumore femminile più frequente. La sua prognosi è in parte legata alla precocità della diagnosi prima della comparsa di un rigonfiamento palpabile. La regolare esecuzione di mammografie fra i 40 e i 74 anni (come consigliato attualmente) consente di ridurre il numero di casi di tumore al seno diagnosticati in stadio tardivo.

L'amniocentesi

L'amniocentesi consiste nel prelievo di una piccola quantità di liquido amniotico, il liquido nel quale è immerso il feto. Questo semplice gesto permette, con un minimo rischio di complicazioni, di ottenere informazioni genetiche importanti che riguardano direttamente il nascituro (il liquido amniotico contiene delle cellule di origine fetale) che verranno successivamente analizzate per ricercare eventuali anomalie.

Prevenzione delle Malattie Sessualmente Trasmettibili (MST)

Le malattie sessualmente trasmissibili (MST) stanno mostrando una certa recrudescenza già da qualche anno

La loro prevenzione consiste nell’utilizzo sistematico di profilattici durante qualsiasi rapporto sessuale a rischio.

La Cistite

La cistite acuta è un’infiammazione della vescica dovuta ad un’infezione urinaria. Si tratta di una patologia benigna, molto frequente fra le donne e facilmente curabile. Tuttavia, la cistite non deve essere trascurata in quanto, se non trattata, l’infezione può propagarsi a monte, all’uretere ed al rene.

Assunzione di contraccettivi orali

La “pillola” è uno dei metodi contraccettivi più utilizzati in Europa e sicuramente il più noto. A patto di rispettare le controindicazioni e le semplici precauzioni d’uso, si tratta di un metodo contraccettivo estremamente efficace e ben tollerato.

Che cosa bisogna sapere prima di un’ecografia ostetrica?

Durante la gravidanza vengono realizzate sistematicamente delle ecografie ostetriche per visualizzare il feto. Consentono di seguire il buon andamento della gestazione e di diagnosticare eventuali anomalie.

I fibromi

Il fibroma uterino è un diffuso tumore benigno che si sviluppa a livello del muscolo uterino.

Igiene intima femminile

Un’igiene intima accurata è particolarmente importante per le donne. La vicinanza fra vagina, ano ed uretra (condotto tramite il quale viene eliminata l’urina) e l’assenza di una “barriera” rispetto al mondo esterno a livello anogenitale, in effetti, amplificano nella donna i rischi di contrarre un’infezione. Dato che la presenza di batteri nella vagina (flora vaginale) costituisce un mezzo di difesa naturale che è necessario preservare, l’igiene dovrà essere adeguata ma non tale da alterare il normale equilibrio della flora vaginale.

Incinta e sportiva

Gravidanza e sport non sono incompatibili, salvo qualche eccezione, ed a patto di rispettare alcune precauzioni ed accorgimenti dettati dal buon senso.In ogni caso, meglio ricorrere in via preliminare al parere del medico da cui si è seguite durante la gravidanza.

Le mestruazioni dolorose

I dolori associati al ciclo mestruale (o dismenorrea) affliggono un gran numero di donne. Si tratta di un dolore tipo crampi che compare con il flusso mestruale, che cessa col suddetto e che è recidivante ad ogni ciclo.


La diagnosi precoce del tumore al seno

Il tumore al seno è il più frequente fra i tumori femminili. Diagnosticarlo con anticipo è molto importante, in quanto consente di individuare tumori allo stadio iniziale, con possibilità di guarigione più elevate.

E' possibile diagnosticare l'autismo dalla voce

sabato 31 luglio 2010

Chirurgo plastico, futuro è ricostruzione seno con grasso addome


Roma,  (Adnkronos Salute) - Addio protesi per il seno dopo aver affrontato e vinto un tumore. Il futuro è la "ricostruzione con addominoplastica, grazie alla quale è possibile prelevare il grasso dall'addome e impiantarlo nel seno della paziente, con un risultato molto più naturale e 'morbido' e soprattutto privo di qualsiasi rischio di complicanza o di rigetto", spiega all'Adnkronos Salute Fabio Santanelli, titolare della Cattedra di Chirurgia plastica della II Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università di Roma 'La Sapienza', direttore della scuola di specializzazione in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e responsabile dell'Uod di Chirurgia plastica al Sant'Andrea. In Italia sono pochissimi centri a effettuare questo che è un "vero e proprio intervento di trapianto", al massimo due o tre.

venerdì 30 luglio 2010

Addio protesi, articolazioni nuove con cellule 'bambine'


Roma, 29 lug. (Adnkronos Salute) - Addio protesi. Una ricerca statunitense pubblicata su 'Lancet' apre una nuova frontiera per riparare articolazioni rotte o fuori uso. In conigli a cui era stato tolto l'osso delle zampe anteriori, infatti, i ricercatori capitanati da Jeremy Mao, del Columbia University Medical Center di New York (Usa), hanno applicato uno scheletro artificiale ricoperto di sostanze chimiche che attraggono le cellule staminali delle ossa e della cartilagine. E il sistema ha mostrato di funzionare, per lo meno negli animali. Dopo quattro settimane, infatti, non solo a tutti e 10 i conigli si era ricomposta l'articolazione, ma gli animali avevano anche ripreso la piena funzionalità dell'arto. Il che, ipotizzano i ricercatori, lascerebbe supporre che un giorno potremmo arrivare a rigenerare, attraverso cellule staminali dello stesso organismo, anche, spalle e ginocchia. "E' la prima volta che viene ricostruita un'intera superficie che recupera tutte le sue funzioni", sottolinea Mao.

giovedì 29 luglio 2010

Editoriali in Cardiology a cura di Cesare Albanese - Cardiologo, Casa di Cura Nostra Signora del Sacro Cuore, Roma




Attività fisica e riduzione del rischio cardiovascolare

L’attività fisica regolare e costante è in grado di ridurre il rischio cardiovascolare. Questo è stato confermato da ampi studi epidemiologici che hanno dimostrato una significativa riduzione sia della mortalità cardiovascolare, sia di quella totale, in soggetti che praticano regolarmente attività fisica (1,2). La sedentarietà, in aumento, sta divenendo uno dei fattori principali di rischio di mortalità globale e cardiovascolare (3); è stato stimato che eliminando questo indicatore di rischio si ottiene una riduzione delle malattie cardiovascolari del 15-39%, di ictus del 33%, di cancro del colon del 22-33%, di fratture ossee secondarie ad osteoporosi del 18% (4). Si è sempre ritenuto che il meccanismo con cui l’attività fisica è in grado di modificare favorevolmente il profilo di rischio cardiovascolare della popolazione è legato ad una sensibile riduzione degli effetti legati ad altri principali fattori di rischio noti come il fumo, l’eccedenza ponderale, il quadro metabolico sia glucidico che lipidico, l’ipertensione arteriosa.



Circulation ha pubblicato i risultati di un'ampia ricerca epidemiologica (27.055 donne apparentemente sane seguite per un periodo medio di 10,9 anni), che ha voluto valutare se questo fosse il solo meccanismo di riduzione del rischio cardiovascolare correlato all’attività fisica e l’entità relativa corrispondente alla variazione di ciascuno degli elementi di rischio modificabili.



Il dato fondamentale e nuovo che sembra emergere dall’indagine è il peso rilevante (32,6% del totale) dell’influenza dell’esercizio fisico ha nel modificare fattori infiammatori e di emostasi, di importanza rilevante nel determinare il danno cardiovascolare.



È stata infatti riscontrata una differenza significativa nella misurazione di alcuni importanti biomarker sierici di infiammazione ed emostasi nei soggetti fisicamente più attivi rispetto ai sedentari, come, ad esempio, proteina C reattiva, fibrinogeno e molecole solubili di adesione. Come era prevedibile, una considerevole percentuale della riduzione del rischio sembra restare legata alla differenza rispetto ai principali fattori di rischio conosciuti tra sedentari e fisicamente attivi, calcolata in circa 59% del totale; sebbene i singoli fattori presi in considerazione separatamente non superino quelli relativi al quadro di infiammazione ed emostasi già considerato. La riduzione dei valori di pressione arteriosa è risultata responsabile del 27,1% della diminuzione del rischio, quella dei nuovi parametri di assetto lipidico (lipoproteina a, apolipoproteina A1, e B 100) del 15,5%, di entità inferiore rispetto a quella relativa ai lipidi tradizionali (colesterolo totale, HDL, LDL; 19,1%). La riduzione del peso corporeo è risultata avere un'incidenza relativa pari al 10,1% del totale di riduzione del rischio ed il miglioramento dello stato di diabete o emoglobina glicosilata del 8,9%. Un effetto trascurabile è quello relativo ad altri indicatori di rischio (<1%), meno potenti, come omocisteina e creatininemia.



Infine, ancora una conferma di una riduzione del rischio cardiovascolare con un incremento lineare in rapporto all’entità ed intensità dell’attività fisica. Misurando l’intensità di questa è stata infatti registrata una riduzione del rischio cardiovascolare rispettivamente di 27%, 32% e 41% per livelli di attività fisica crescenti di 200-599 Kcal/settimana, 600-1499 Kcal/sett. e >1500 Kcal/sett.



Fonte



Mora S, Cook N,Buring JE, Ridker PM, Lee I-M. Physical Activity and Reduced Risk of Cardiovascular Events. Potential Mediating Mechanisms. Circulation 2007; 116: 2110-2118



Bibliografia



1.Blair SN, Kohl HW, Barlow CE, Paffenberger RS, Gibbons LW, Macera CA. Changes in physical fitness and all cause mortality A prospective study of healthy and unhealthy men. JAMA 1995; 273: 1093-1098

2.Erikssen G, Liestol K, Bjornholt J, Thaulow E, SandviK L, Erikssen J. Changes in physical fitness and changes in mortality. Lancet 1998; 352: 759-762

3.Booth FW, Gordon SE, Carlson CJ, Hamilton MT. Waging war on modern chronic diseases: primary prevention through exercise biology. J Appl Physiol 2000; 88: 774-787

4.Giada F, Biffi A per Task Force Multisocietaria (FMSI, SIC Sport, ANCE, ANMCO, GICR, SIC). La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico. G Ital Cardiol 2007; 8 (11) 681-731

martedì 27 luglio 2010

giovedì 22 luglio 2010

Novita a cura di Paolo Spriano - MMG




Ormonoterapia sostitutiva in menopausa: elementi di attenzione nella pratica clinica

Key words: Menopausa, Terapia Ormonale Sostitutiva, HRT

Per decenni, la terapia ormonale sostitutiva (HRT), più recentemente conosciuta come terapia ormonale in menopausa (MHT), è stata il trattamento principale utilizzato dalla medicina convenzionale per curare i sintomi indotti dalla menopausa. Nel 2002, i risultati di un trial randomizzato in doppio cieco di grandi dimensioni denominato Women's Health Initiative (WHI)1 hanno sollevato una serie preoccupazioni circa la sicurezza a lungo termine della MHT, in particolare relativamente al riscontro di un aumentato rischio per tumore della mammella nelle donne in terapia. Questi risultati hanno progressivamente modificato l’atteggiamento dei medici verso l’utilizzo della MHT riservando particolare attenzione alla selezione e al monitoraggio delle donne eleggibili alla terapia.

lunedì 19 luglio 2010

7 Segreti per Accelerare il Metabolismo






«Con il metabolismo che mi ritrovo, dimagrire è un’impresa impossibile». Chi non ha mai pronunciato questa frase?

La convinzione che il cosiddetto metabolismo lento sia una condanna infrangibile solo con enormi sofferenze è molto diffusa, ma si tratta di un “falso storico”.



In realtà, per accelerare il metabolismo e trasformare l’organismo in una perfetta macchina bruciagrassi bastano pochi, piccoli cambiamenti.

Il segreto sta nell’incorporarli nella vita quotidiana trasformandoli in abitudini da non abbandonare.



Non è solo una questione di calorie. Spesso, al contrario, le riduzioni troppo drastiche e improvvise non fanno altro che mettere il metabolismo in modalità stand by, spingendolo a non utilizzare le riserve di energia introdotta che inevitabilmente si trasformano in grasso.



Oltre che il conteggio delle calorie, quindi, l’importante è spingere l’organismo ad utilizzarle in modo efficiente. È questo il compito principale del metabolismo: fare in modo che l’organismo utilizzi le calorie ingerite con il cibo trasformandole in energia utile per vivere ed evitando l’accumulo di peso non necessario. Il tasso metabolico è il valore che indica la velocità con cui il metabolismo compie questa trasformazione: quando raggiunge il massimo, cioè il picco metabolico, tutte le calorie ingerite vengono bruciate, cioè utilizzate per creare energia.



Il segreto per dimagrire, quindi, è riuscire a mantenere il picco metabolico il più a lungo possibile. Come?



Seguendo questi 7 trucchi per accelerare il metabolismo.

domenica 18 luglio 2010

martedì 6 luglio 2010

chirurgia bariatrica

decalogo anti afa

Roma, 1 lug. (Adnkronos Salute) - Mangiare molta frutta, bere molta acqua ed evitare gli alcolici. E ancora, vestirsi leggeri e usare il condizionatore con moderazione. Sono alcuni dei consigli raccolti in un decalogo 'anti-caldo' messo a punto dalla Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) del Veneto e diffuso oggi. "Per combattere il caldo - spiega il segretario generale Fimmg Veneto, Lorenzo Adami - è bene puntare su rimedi naturali e non insistere troppo su quelli artificiali. Ad esempio, non esagerare con l'aria condizionata ma alimentarsi e dissetarsi in maniera corretta". Ecco di seguito il decalogo anti-caldo:1) Evitare di uscire in orari di punta (dalle 11 alle 16); 2) Mangiare molta frutta e verdura; 3) Bere molta acqua, almeno 2 litri al giorno. E ancora: 4) Moderare il consumo di carne e grassi; 5) Evitare assolutamente gli alcolici; 6) Usare il condizionatore con moderazione utilizzando soprattutto il deumidificatore;7) Vestirsi con indumenti larghi e di cotone, evitare prodotti sintetici; 8) Non fare attività sportive intense ;9) Ventilare i locali abitativi;10) Evitare l'esposizione diretta al sole.

giovedì 1 luglio 2010

Tumore al seno

La rucola è l’afrodisiaco dell’estate



Non ce la fate proprio a far mangiare le verdure ai vostri cari? Provate con gusti alternativi, come con questa preparazione, e vedrete che vi chiederanno il bis di questi POMODORINI RIPIENI CON CAPRINO E RUCOLA…

La composizione chimica del latte di capra è la più simile, dopo il latte di asina, a quella del latte umano. E’ ricco di vitamine del gruppo B, soprattutto la B3; ed una caratteristica importante riguarda i grassi. Tutti saturi, e di conseguenza i formaggi che si producono hanno, oltre ad un apporto di colesterolo positivo, una diversa digeribilità rispetto ai formaggi vaccini: i legami fra le particelle di grasso sono più labili e ciò fa si che il latte sia più digeribile, indicatissimo per consumatori anziani o giovanissimi.



Come il formaggio caprino, anche la rucola compare sulle nostre tavole da millenni. I Romani le attribuivano valenze afrodisìache, e la usavano anche nei filtri d’amore: ci credevano così fermamente che la coltivavano anche nei terreni che ospitavano le statue falliche di Priapo, il dio della virilità. E fino a tutto il Rinascimento fu considerata la “mezzana” per eccellenza, l’erba “risvegliamariti” : tanto che era vietato coltivarla negli orti dei monasteri (maschili) nel timore che, consumandone un po’ troppa, si venisse meno al voto di castità… Eccovi la ricetta.

sabato 26 giugno 2010

venerdì 25 giugno 2010

'Spia' cancro seno scova malattia prima di sviluppo, studio italiano



C'è una 'spia' biologica in grado di segnalare precocemente la comparsa di un cancro al seno, prima che la malattia si sviluppi. A scoprirla ricercatori dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire) di Roma, in collaborazione con i colleghi del Weizmann Institute of Science di Rehovot in Israele e dell'università di Oslo, Montebello, in uno studio pubblicato su 'Scienze Signaling'. Gli scienziati, in pratica, hanno individuato, grazie all'analisi molecolare, un precoce meccanismo di alterazione cellulare: sono stati individuati marcatori molecolari del tessuto tumorale mammario che compaiono in una fase estremamente precoce della trasformazione del tessuto. Si tratta di alcuni MicroRNAs (miRNA) individuati come attenuatori dei processi di oncogenesi.

giovedì 24 giugno 2010

 Novita a cura di Paolo Spriano - MMG




Ormonoterapia sostitutiva in menopausa: elementi di attenzione nella pratica clinica

Key words: Menopausa, Terapia Ormonale Sostitutiva, HRT



Per decenni, la terapia ormonale sostitutiva (HRT), più recentemente conosciuta come terapia ormonale in menopausa (MHT), è stata il trattamento principale utilizzato dalla medicina convenzionale per curare i sintomi indotti dalla menopausa. Nel 2002, i risultati di un trial randomizzato in doppio cieco di grandi dimensioni denominato Women's Health Initiative (WHI)1 hanno sollevato una serie preoccupazioni circa la sicurezza a lungo termine della MHT, in particolare relativamente al riscontro di un aumentato rischio per tumore della mammella nelle donne in terapia. Questi risultati hanno progressivamente modificato l’atteggiamento dei medici verso l’utilizzo della MHT riservando particolare attenzione alla selezione e al monitoraggio delle donne eleggibili alla terapia.

giovedì 17 giugno 2010

Novita in Cardiology a cura di Danilo Cadamosti - Medico di Medicina Generale - Milano




Misurazione della Pressione Arteriosa a Domicilio: vantaggi e utilità

Nella pratica clinica il metodo standard per la misurazione della pressione arteriosa (PA) è basato sulla rilevazione con tecnica auscultatoria da parte del medico o dell'infermiere in ospedale e in ambulatorio. II monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa (HBPM) da parte del paziente rappresenta, per facilità di esecuzione e per costo, una buona alternativa alla tradizionale misurazione nell'ambulatorio del medico. Gli strumenti a tecnologia oscillometrica attualmente disponibili sul mercato sono accurati, affidabili, facili da usare e a costo contenuto. A casa un numero crescente di pazienti li utilizza regolarmente per controllare la Pressione Arteriosa (PA), ma nonostante questo le linee guida nazionali e internazionali non forniscono dettagliate raccomandazioni sulle loro modalità d'impiego. La rapida crescita di letteratura sul HBPM ha permesso il riscontro di valori più bassi rispetto alle misurazioni eseguite in studio, documentando una stretta correlazione con i valori medi ottenuti mediante monitoraggio continuo nelle 24 ore della PA. Questi risultati confermerebbero che la HBPM ha un buon valore predittivo di rischio cardiovascolare.

La possibilità di effettuare un numero molto elevato di misurazioni e l'eliminazione dell'effetto camice-bianco (elevazione della PA durante la visita ambulatoriale) rende la HBPM maggiormente riproducibile della misurazione in ambulatorio e con una correlazione maggiore al danno degli organi bersaglio.

mercoledì 16 giugno 2010

L’attività fisica associata alla dieta mediterranea riduce il rischio di malattia di Alzheimer




Una più alta aderenza alla dieta mediterranea e una maggiore attività fisica sono risultate indipendentemente associate a un più basso rischio di malattia di Alzheimer, ma la loro associazione combinata non è stata studiata.

Ricercatori della Columbia UNiversity a New York negli Stati Uniti, hanno studiato l’associazione combinata di dieta e attività fisica con il rischio di malattia di Alzheimer in uno studio prospettico su 2 coorti composte da 1.880 anziani con demenza.
Valutazioni neurologiche e neuropsicologiche standardizzate sono state effettuate ogni 1.5 anni dal 1992 al 2006.

martedì 15 giugno 2010

Novita a cura Dott.ssa Cristina Gatti - Specialista in Endocrinologia/Diabetologia - Unità di Diabetologia, Ospedale di Fabriano ASUR Marche




Il diabete nell'anziano

Epidemiologia

L'aumento dell'attesa di vita e dell'età media della popolazione, è uno dei fattori più importanti della prevalenza crescente del diabete nel mondo. Il diabete mellito e la diminuita tolleranza al glucosio (IGT) aumentano progressivamente con l'età. Il diabete è infatti presente nel 7-10% della popolazione anziana, il 10% di anziani è affetto da diabete non diagnosticato ed un ulteriore 10% presenta intolleranza al glucosio. Quindi il 20% degli anziani ha un diabete diagnosticato e se si includono i pazienti con IGT, almeno il 30% delle persone con più di 65 anni presenta un' alterazione del metabolismo degli zuccheri.
Novita a cura di Paolo Spriano - Medico di Medicina Generale - Milano



Fumo: utilità degli interventi per smettere di fumare

L'abitudine al fumo di sigaretta rappresenta una delle cause di morte prevenibili più importanti al mondo. Le morti a causa del tabacco sono, nei soli Stati Uniti, più di 400.000/anno sommando tra loro patologie cardiovascolari, neoplastiche e respiratorie. Il fumo durante la gravidanza determina nei neonati circa 1000 decessi/anno ed è associato a parto prematuro e a ritardo di crescita intrauterina del feto. Smettere di fumare è difficile. Per questo un'importante attività del medico dovrebbe essere quella di aiutare i propri assistiti fumatori a smettere. Evidenze convincenti sostengono che questo intervento, effettuato nel setting delle cure primarie, sia in grado di aumentare la percentuale di fumatori che smettono con successo.

giovedì 10 giugno 2010

Cinque milioni di italiani con osteoporosi, 25% pazienti non segue terapie


Roma, 8 giu. (Adnkronos Salute) - Quattro milioni di donne e 800 mila uomini: è composto da quasi 5 milioni di persone 'l'esercito' degli italiani affetti da osteoporosi, malattia cronica debilitante che rende le ossa porose e fragili fino alla frattura spontanea. Il tutto per un costo totale a carico del Sistema sanitario nazionale (Ssn), solo per le fratture femorali, pari a circa un miliardo di euro l'anno, di cui fanno parte i costi indiretti per pensioni di invalidità e quelli dei farmaci. "Farmaci che però, nel 25% dei casi, non vengono assunti con regolarità e per il giusto periodo dai malati, con uno spreco di risorse pubbliche stimabile in 60 milioni di euro annui". A fare il punto della situazione è stata Maria Luisa Brandi, ordinario di Endocrinologia e malattie del metabolismo all'università di Firenze, oggi a Roma.La Brandi ha preso parte all'incontro 'Osteoporosi: nuove prospettive per il futuro dalla prevenzione predittiva ai farmaci innovativi', organizzato dall'Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione. "Ogni anno - ha aggiunto Brandi - in Italia si spendono 250 milioni di euro per farmaci anti-osteoporosi rimborsati dal Ssn. Una cifra non altissima, considerando che per un solo medicinale antiulcera si spendono 215 milioni l'anno. Ma i dati relativi all'aderenza alle cure ci dicono che un quarto dei pazienti non segue le terapie prescritte, probabilmente perché non avverte sintomi e non sente la necessità di assumere il medicinale. A risolvere questo problema potrebbero essere i medici di famiglia, che dovrebbero informare adeguatamente i loro assistiti sulla necessità di continuare il trattamento almeno per sei mesi, senza mai interromperlo prima". L'informazione "è il problema principale: questa malattia non viene ancora riconosciuta come problema di massa, le istituzioni non se ne occupano. Sono le aziende farmaceutiche - dice - che organizzano momenti di confronto e di sensibilizzazione, ma perché hanno i loro medicinali da proporre. E questo non va bene: dovrebbero esserci campagne informative istituzionali". Per quanto riguarda il futuro l'esperta ha parlato di "nuovi medicinali che renderanno la somministrazione più facile, ad esempio con due sole applicazioni all'anno, cosa che potrà facilitare l'aderenza alla cura da parte dei pazienti".
Chi mangia in piatti piccoli… dimagrisce!




Sono numerosi gli studiosi che in questi ultimi anni hanno studiato la relazione tra l’ambiente in cui si mangia e il sovrappeso. In particolare, lo scienziato statunitense Brian Wansink nelle sue due ultime ricerche presentate al congresso Experimental Biology 2010 di Anaheim, in California, ha analizzato un concetto semplice e logico: lontano dagli occhi, lontano dallo stomaco. In altre parole, se davvero si vuole che una dieta abbia buone probabilità di riuscita, bisogna ricorrere a piccoli stratagemmi “ambientali”, modificando un po’ la cucina in modo da ridurre la probabilità di mangiare cibi poco salutari o porzioni troppo abbondanti. Seguici e impara con noi i “trucchi” più efficaci. Scegline tre e decidi di metterli in pratica ogni giorno per 30 giorni: al termine potrai perdere fino a tre chili!

giovedì 3 giugno 2010

FRATTURE DEL COLLO DEL FEMORE


Il femore, l’osso più voluminoso dello scheletro, si collega al bacino attraverso la sua parte superiore, costituita dal collo e dalla testa.


CAUSE

La regione collo del femore è la più esposta alle fratture, a causa della sua conformazione e del carico del peso corporeo a cui è sottoposta.


Durante l’età giovanile e adulta queste condizioni avverse sono compensate dal buon grado di calcificazione delle ossa. Al contrario, nell’età avanzata, a causa della graduale diminuzione della quantità del tessuto osseo (osteoporosi senile) e dei cambiamenti della sua composizione minerale, particolarmente per quanto riguarda il calcio (osteomalacia), la regione del collo femorale risulta considerevolmente indebolita.


Le fratture del collo del femore sono infatti, le fratture più frequenti nell’uomo e nella donna dopo i settanta anni e, per questo motivo, costituiscono un gravissimo problema sociale e assistenziale; il progressivo allungamento della vita ha infatti determinato un notevole aumento di questo tipo di problema e il Servizio Sanitario Nazionale ha speso pressappoco 4000 miliardi, in quest’ultimo anno, per la cura delle fratture del femore negli anziani.

Questo tipo di frattura si verifica spesso a causa di traumi di modestissima entità: la situazione più frequente consiste, infatti, nella caduta fortuita di un individuo anziano, spesso favorita da calzature non adatte, da irregolarità del terreno o ancora da disturbi apparsi improvvisamente, quali un capogiro, un disturbo del ritmo cardiaco, un’alterazione transitoria della circolazione cerebrale o della pressione sanguigna.


SINTOMI


Il paziente caduto a terra non riesce a rialzarsi e accusa un forte dolore all’inguine, diffuso verso il ginocchio e lungo la parte anteriore della coscia. In molti casi è possibile supporre la presenza della frattura semplicemente osservando la posizione della gamba colpita: essa si presenta girata verso l’esterno, in modo che il piede tende a toccare il terreno con il suo margine esterno. La gamba inoltre, appare spesso leggermente più corta di quella sana. In questa situazione è opportuno evitare di muovere il paziente prima dell’arrivo degli addetti al soccorso.

DIAGNOSI

La diagnosi della frattura è affidata all’esame radiografico, che permette di individuare l’esatta sede della frattura.

CURA

La cura di queste fratture consiste, nella maggior parte dei casi in un intervento chirurgico. Nonostante l’elevato rischio dovuto all’età spesso avanzata e alle condizioni generali del paziente, l’intervento chirurgico permette di ridurre al minimo il tempo di immobilizzazione a letto, impedendo così la comparsa di complicazioni come piaghe da decubito, disturbi respiratori e circolatori, alterazioni psichiche o infezioni urinarie, che compaiono con grande frequenza nell’anziano costretto a letto e che ne mettono in pericolo la vita stessa. Infatti, quando queste fratture non venivano trattate chirurgicamente, era molto alta la percentuale di mortalità.

L’intervento chirurgico consiste nell’unione dei frammenti ossei della frattura con mezzi metallici quali chiodi e placche, nella sostituzione dell’intera articolazione con una protesi metallica (artroprotesi totale) o della sua parte femorale (endoprotesi).

mercoledì 2 giugno 2010

INFORMAZIONI AI PAZIENTI PORTATORI DI ANEURISMA AORTA ADDOMINALE


Cos’è un aneurisma ?

Si definisce aneurisma la dilatazione di una arteria del nostro corpo. La parete dell’arteria diventa sottile per la perdita della sua componente elastica e si dilata progressivamente fino ad arrivare alla rottura. L’arteria più comunemente colpita è l’aorta, che è la più importante arteria dell’addome. Con l’abbreviazione AAA si intende proprio un aneurisma dell’aorta addominale.

venerdì 28 maggio 2010

spot contro l'abbandono degli animali

LE NUOVE DIPENDENZE

Il concetto di dipendenza è un concetto complesso che implica non solo aspetti neurobiologici, ma anche comportamentali, psichici, sociali, culturali. Caratteristiche della dipendenza sono: la dominanza, la frequenza, la durata, l’intensità, le alterazioni del tono dell’umore, la tolleranza, i sintomi di astinenza, il conflitto, la ricaduta. Il dibattito scientifico relativo alle nuove dipendenze è aperto e vivace e nuove ricerche in Italia e in ambito internazionale ne mostrano tutta la problematicità. Nelle nuove dipendenze non si tratta di uso e abuso di sostanze, come nelle tossicomanie e nelle tossicofilie, ma di comportamenti e relazioni disfunzionali e problematici riferiti a oggetti, attività, stili di vita, gestione del tempo, consumi, autopercezione, stili di attaccamento, vulnerabilità, difficoltà relazionali, rapporto con la realtà e il mondo esterno.

sabato 15 maggio 2010

venerdì 14 maggio 2010

Mammografia di screening: indicazioni personalizzate nelle donne giovani

In tutto il mondo, ogni anno, viene diagnosticato un tumore al seno in più di 1 milione di donne e più di 500.000 muoiono a causa di questa malattia. Nel corso degli ultimi vent'anni si è osservata una modesta, ma reale diminuzione di mortalità per il tumore della mammella attribuibile al miglioramento della diagnosi precoce e alle strategie terapeutiche. In questo contesto dovrebbe essere considerato il recente e acceso dibattito aperto dalla pubblicazione delle nuove linee guida del US Preventive Services Task Force (USPSTF) sull'approccio ottimale dello screening per il tumore della mammella. Nel 2002, la USPSTF ha raccomandato lo screening mammografico ogni 1 o 2 anni per tutte le donne ≥40 anni.

esercizi per il collo

COME MIGLIORARE IL TROFISMO E LA FORZA MUSCOLARE IN AUTOMOBILE

http://www.sportmedicina.com/in_forma_al_volante.htm

ALLENAMENTO MUSCOLI ADDOMINALI

http://www.sportmedicina.com/allenamento_muscoli_addominali.htm

giovedì 13 maggio 2010

Ipercolesterolemia: come si comporta il medico?

Secondo le principali linee-guida internazionali, la decisione di utilizzare le statine nella terapia anti-colesterolo va commisurata non tanto ai livelli di colesterolo di per sé, quanto al rischio cardiovascolare totale del singolo paziente, inteso come probabilità di andare incontro, in un arco di tempo definito, ad un evento cardio o cerebrovascolare importante (infarto del miocardio, ictus)1.

Numerosi studi dimostrano che la terapia con statine è efficace nel ridurre gli eventi cardiovascolari (CV) nei pazienti ad alto rischio2. Malgrado ciò, è noto che molti pazienti a rischio vengono trattati in modo insufficiente e non riescono a raggiungere gli obiettivi desiderati. Fra i motivi addotti per spiegare questo fenomeno, l’uso di dosaggi troppo bassi (per responsabilità medica ma talora anche per i timori eccessivi dei pazienti) o la scarsa aderenza alla terapia3.

mercoledì 5 maggio 2010

mercoledì 28 aprile 2010

Le vaccinazioni obbligatorie

BAMBINI

In Italia sono obbligatorie per tutti i nuovi nati le vaccinazioni contro difterite, tetano, poliomielite, epatite virale B.

Sebbene il ricorso all’obbligo di legge possa apparire anacronistico ai giorni nostri, va ricordato che lo strumento legale ha garantito il diritto alla salute e alla prevenzione di ogni bambino sul territorio nazionale e ha fornito la copertura finanziaria delle spese di vaccinazione, permettendo un ottimo controllo delle malattie così prevenibili.............

rianimazione cardio-polmonare prima parte

rianimazione cardio-polmonare seconda parte

rianimazione cardiopolmonare terza parte

lunedì 26 aprile 2010

come prevenire il rischio cardiovascolare

Colesterolo
Il colesterolo è un grasso o lipide, trasportato dal sangue, di cui l’organismo ha bisogno per ricostruire le
cellule. Sebbene una parte del colesterolo provenga dal cibo, l’organismo produce da solo la maggior parte
del colesterolo circolante. I livelli di colesterolo totale uguali o inferiore a 190 mg/dL sono desiderabili. Valori
compresi tra 191 e 239 mg/dL aumentano moderatamente il rischio cardiovascolare. Livelli superiori a 240
mg/dL determinano un rischio cardiovascolare elevato, indipendentemente dall'età.
Una forma di colesterolo “cattivo” è il colesterolo LDL che conduce i grassi alle cellule; quando è in
eccesso resta in circolo, si annida nelle arterie e può causare problemi, quali ad esempio la formazione di
placche sulle pareti delle arterie che ostacolano il passaggio del sangue ossigenato e quindi compromettono
il funzionamento di alcuni organi. Livelli di colesterolo LDL uguali o inferiori a 130 mg/dL sono desiderabili.
Valori compresi tra 131 e 160 mg/dL aumentano moderatamente il rischio cardiovascolare. Livelli superiori a
160 mg/dL determinano un rischio cardiovascolare elevato, indipendentemente dall’età.
Il colesterolo-HDL è quello che normalmente viene indicato come colesterolo “buono”; infatti livelli
elevati di questo lipide proteggono dalle malattie cardiovascolari. Valori inferiori a 39 mg/dL nell'uomo e
a 43 mg/dL nella donna sono considerati un indice di rischio cardiovascolare, indipendentemente
dall'età.